Cultura/

A Prato in mostra le opere dello scultore danese Jorgen Haugen Sorensen 

Fino al 18 settembre le opere sono esposte in tre spazi ‘iconici’ della città: il Museo di Palazzo Pretorio, il Castello dell’Imperatore e il Cassero Medievale

Ecco perché li chiamano cani - © Serge Domingie

“L’uomo con il cane” è  il titolo della mostra dello scultore danese Jorgen Haugen Sorensen e che dal 29 maggio sarà ospitata a Prato, in spazi iconici del centro storico. Organizzata dal Museo di Palazzo Pretorio, l’esposizione si sviluppa negli spazi a piano terra, per poi continuare in un percorso per la città che tocca il Castello dell’Imperatore fino ad arrivare al Cassero medievale.

Jorgen Haugen Sorensen torna a Prato dopo tanti anni: era il 1983 quando le sue opere furono esposte in città, anche all’ora all’aperto. Nei cani dello scultore danese emergono la ferocia, la mancanza di vergogna, l’assenza di moralità: è un’umanità senza regole e leggi, è una condizione ancora presente in particolari aree del mondo. Non vuol essere una denuncia, ma una constatazione della fragilità dell’essere umano.

La tecnica di modellare sperimentata da Sorensen mette in risalto le tracce delle dita delle mani, che rendono la superficie frastagliata e quasi sconnessa. Come sopravvissuti, i corpi si manifestano tormentati, quasi dilaniati nella materia.

Per Sorensen l’arte diventa il mezzo per esprimere le ingiustizie e le tragedie del tempo; linguaggio e forma si evolvono insieme, attraverso materiali e tecnica, che l’artista padroneggia. Sculture antropomorfe, modellate in argilla, rappresentano la metafora di un’umanità segnata sia dal progresso che dalle contraddizioni che questo comporta.

Come partecipanti involontari a questo gioco, le figure nude di Sorensen sembrano vivere un senso di colpa cronico, che è sottolineato visivamente dalla rappresentazione di una forma ruvida, apparentemente non compiuta. La superficie sembra grezza, lavorata drammaticamente attraverso l’uso delle mani che infondono ad ogni scultura particolari effetti di contrasto e di chiaroscuro.

Affollamento alla porta della stupidità, photo Serge Domingie

“Questa mostra, che raccoglie opere che provengono dal mio intero percorso artistico, parla di attualità, ci pone di fronte a quello che sta accadendo intorno a noi- ha commentato Jorgen Haugen Sorensen -. Io voglio essere un testimone del nostro tempo, voglio raccontare quello che stiamo vivendo con le mie opere, scuotere l’indifferenza”.

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