Cultura/

Ad Arezzo, “I mezzi di comunicazione ai tempi dell’Unità d’Italia”

Cimeli originali inediti in mostra fino al 31 dicembre 2011 al Museo dei Mezzi di Comunicazione

Come venivano trasmesse le informazioni e le comunicazioni 150 anni fa? Al Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo si possono scoprire tutti gli strumenti usati all’epoca dell’Unità d’Italia, dalle carrozze usate per il trasporto di lettere alle prime macchine telegrafiche elettriche inventate da Samuel Mors.

L’Associazione Culturale “Il mondo in casa” , in collaborazione con il Comune di Arezzo e l’Associazione “Fiera antiquaria di Arezzo”, ha organizzato, all’interno del Museo dei Mezzi di Comunicazione la mostra “I mezzi di comunicazione ai tempi dell’Unità d’Italia – 1861 – 2011".

Una mostra che raccoglie cimeli originali inediti, della metà del 1800, relativi ai sistemi della comunicazione, visibili per la prima volta e che ricordano il trasporto delle lettere con i “messaggeri” a piedi, i “pony express” a cavallo, i “postiglioni” delle carrozze, il trasporto dei messaggi che, con i piccioni viaggiatori, tenevano in collegamento stazioni fisse di partenza e di arrivo, sia civili che militari, dove si trovavano apparecchiature meccaniche provviste di orologio a stampa, che determinavano i tempi di percorrenza.

Vengono esposte, in questa occasione, le macchine telegrafiche elettriche del primo tipo, ideato da Samuel Morse nel 1840 che, con il loro codice costituito da punti e linee, permettevano trasmissioni di messaggi in tempi reali (alla velocità della luce) anche tra grandi distanze, purché collegate con i fili. Le macchine (trasmettitore e ricevitore) morse, che costituiscono le tre “stazioni telegrafiche” esposte, sono accompagnate da disegni originali di schemi elettrici e da libri d’epoca descrittivi.

Stava nascendo in questo periodo, infatti, la più potente rete di collegamento in tutto il mondo, grazie all’invenzione della telegrafia con i fili.

Si possono ammirare, inoltre, carte geografiche dell’Europa, ed in particolare dell’Italia e della Toscana, dove sono riportate le linee telegrafiche dal 1848 al 1860.

Sono messi in evidenza anche i decreti del Granducato di Toscana del 1852 e 1854 che stabilivano i percorsi e le tariffe dei messaggi; per contro sono presenti anche i primi decreti datati 1862, del Regno d’Italia, con i quali sono presi in carico tutti gli impianti allora esistenti nei vari stati. In Toscana il collegamento degli anni 1850 era stabilizzato tra Firenze, Pisa, Livorno, per arrivare a Massa (allora nello Stato di Modena), da dove partivano le linee di collegamento con Vienna, capitale dell’Impero austro–ungarico, a cui erano collegati i Lorena.

Da segnalare la mostra in anteprima presso la sede dell’Associazione Culturale “Il Mondo in Casa” , in via Cesalpino 21, dove saranno esposte alcune macchine fotografiche della metà del 1800, le prime che, con i “dagherrotipi” prima e poi con la stampa anche stereoscopica, al collodio sui supporti di carta, consentirono di fare i primi reportage degli eventi pubblici, compresi quelli molto cruenti delle varie battaglie, documentati per l’Unità d’Italia.

Fino al 31 dicembre 2011
Museo dei Mezzi di Comunicazione
via Ricasoli, 22 – Arezzo
Biglietto: 3 euro, 2 euro per i soci Coop.
Orario: mart., giov., sab. e prima dom. del mese 10.00 – 17.00;
Per visite guidate: +39 0575 377662 – +39 347 9475345

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