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Addio a Luis Sepùlveda, lo scrittore che lottava per la libertà

Si è spento a 70 anni a causa del Coronavirus l’autore cileno che era ricoverato da febbraio a Oviedo, in Spagna. La Regione Toscana lo aveva premiato nel 2013 con il Pegaso d’Oro. Era cittadino onorario di Pietrasanta.

Luis Sepulveda - © Roberto Cano

Ha perso la sua battaglia contro il Covid-19 dopo averne vinte tante nel corso della sua avventurosa e prolifica vita Luis Sepùlveda, lo scrittore cileno da sempre in prima linea nella lotta per la libertà e i diritti civili che si è spento all’età di 70 anni all’Ospedale Universitario di Oviedo, in Spagna, dove era ricoverato da fine febbraio a causa dell’infezione da Coronavirus. Sepùlveda abitava nella Asturie dal 1996 insieme alla moglie Carmen Yáñez, che si è ammalata insieme a lui ma è riuscita a guarire.

Combattente per la libertà, Sepùlveda ad appena 21 anni entrò a far parte della guardia personale del presidente del Cile Salvador Allende e dopo il colpo di stato di Pinochet fu arrestato e torturato: liberato grazie alle pressioni di Amnesty International fu però condannato a un lungo e doloroso esilio dalla sua terra, dove poté tornare solo nel 1989. Lo stesso anno in cui pubblica il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, con cui conquista la scena letteraria mondiale: come sempre per le sue opere si ispira ai fatti della sua vita, in questo caso ai sette mesi che ha trascorso insieme agli indios Shuar nell’Amazzonia a seguito di una spedizione dell’Unesco che studiava l’impatto del mondo civilizzato su queste antiche popolazioni native.

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Per il suo impegno per i diritti dei più deboli, compresa la lotta ecologista che l’ha visto schierarsi al fianco di Greenpeace, nel 2013 la Regione Toscana ha attribuito all’autore di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” il suo più alto riconoscimento, il Pegaso d’Oro. Lo ha ricordato questa mattina su Facebook il presidente della Regione, Enrico Rossi che ha dedicato un post per salutare lo scrittore. “Addio Luis Sepúlveda – scrive Rossi – hai contribuito a rendere più giusto, più bello, più libero questo nostro mondo. La Toscana non ti dimenticherà.”

“Luis Sepúlveda, con i suoi libri, tradotti in tutto il mondo, ha posto le sue doti letterarie al servizio della causa dell’umanità – si legge nella motivazione dell’assegnazione del Pegaso d’Oro allo scrittore – i suoi romanzi dedicati alle terre australi dell’America hanno denunciato l’aggressione all’ambiente, che mette a rischio il destino dell’intero pianeta. Nel mondo attuale dominato dal neoliberismo, dove multinazionali e finanza internazionale si impongono sulle decisioni dei singoli governi svuotando dei suoi significati più profondi il principio democratico, il suo impegno per le grandi cause dell’umanità – giustizia, libertà, solidarietà – non è mai venuto meno.”

Sepùlveda era anche cittadino onorario di Pietrasanta, che gli aveva assegnato il riconoscimento nel 2005: un legame stretto grazie al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta, all’epoca condotto da Romano Battaglia, grande amico dello scrittore. Oggi la città versiliese lo ricorda con affetto. “Avrebbe dovuto tornare, così aveva promesso per incontrare nuovamente i ragazzi delle nostre scuole. Pietrasanta ti porterà sempre nel cuore” ha commentato il sindaco Alberto Stefano Giovannetti.

Anche il sindaco di Firenze Dario Nardella ha ricordato lo scrittore in un post su Twitter: “Addio Luis Sepulveda, grande sognatore, immenso scrittore. Che la terra ti sia lieve”.
Una grande figura letteraria e umana quella di Sepúlveda, a cui oggi tutto il mondo dice addio.

 

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