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Al via la Settimana del Miele nella terra del Brunello di Montalcino

L’appuntamento giunto alla 44esima edizione torna dopo due anni di stop per la pandemia: oltre 30 i produttori presenti alla mostra mercato

Settimana del Miele a Montalcino - © ASGA

Montalcino è terra del Brunello e della Biodiversità. A difesa di questo tesoro ambientale da tempo sono state schierate in campo le api, da cui si ricava un miele di ottima qualità. Dopo due anni di stop a causa del Covid torna a Montalcino la Settimana del Miele.

L’appuntamento è in programma nel fine settimana dal 9 all’11 settembre. La manifestazione è organizzata da ASGA, Apicoltori Siena Grosseto Arezzo, con il patrocinio della Regione Toscana, Coldiretti Toscana, il Comune di Montalcino e Le Città del Miele.

La settimana del miele a Montalcino

La 44 edizione della Settimana del Miele

La Settimana del Miele taglia il traguardo della 44esima edizione. Quest’anno si svolge nei giardini adiacenti alla Fortezza e sotto ai loggiati di Piazza del Popolo. Montalcino, famosa per il vino, è tra i soci fondatori de Le Città del Miele, la rete dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani.

Montalcino si conferma l’appuntamento storico per il grande pubblico con i mieli toscani e nazionali, con una tre giorni di esposizioni, laboratori anche per i più piccoli, visite guidate. Non mancherà il convegno “Il futuro dell’apicoltura italiana: il caso Toscana” che si svolgerà sabato 10 settembre al Teatro Artusi alle ore 10.

La settimana del miele a Montalcino

La mostra mercato, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19, vedrà la presenza di una trentina di apicoltori espositori, che provengono non soltanto dalla Toscana, ma da tutt’Italia: Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche e anche dalla Sicilia, regione che è mancata all’appello negli ultimi anni.

Siamo soddisfatti di questo ritorno perché per il mondo apistico italiano il binomio miele-Montalcino rappresenta per certi aspetti non solo la storia, ma l’evoluzione di quasi mezzo secolo delle dinamiche tecniche ed economiche riguardanti la produzione del miele italiano” dichiara Massimo Ciabini, presidente di ASGA e a sua volta apicoltore.

Il ritorno della manifestazione avviene  in un anno non facile per il miele, con gli effetti dei cambiamenti climatici che si sono fatti sentire. “Malgrado le numerose tipologie di miele prodotte in Toscana e in particolare in questo territorio, quest’anno la raccolta si è limitata a quelli di acacia, di castagno e di maruca, ovvero i mieli spontanei. Purtroppo la forte siccità non ha consentito la fioritura dei campi coltivati a trifoglio, sulla, lupinella ed erba medica e di conseguenza la produzione del miele è stata molto bassa” sottolinea ancora Ciabini.

L’alleanza tra apicoltura e agricoltura

Questo spiega l’attenzione al rapporto e la collaborazione tra apicoltura e agricoltura a livello territoriale. Tema che sarà al centro del convegno di sabato 10 settembre “Il Futuro dell’apicoltura italiana: il caso Toscana” dove si tratterà di cambiamenti climatici e agricoltura, sfide e opportunità per l’apicoltura del futuro.

ASGA, insieme a Coldiretti, Università di Pisa e Terre Regionali Toscane e con l’Istituto Superiore di Sanità, ha in cantiere un progetto per individuare delle colture resistenti alla siccità che possano produrre reddito sia al coltivatore sia all’apicoltore.

Una veduta di Montalcino

Biodiversità, il progetto api in vigna

Nel corso dell’evento si parlerà anche delle api in vigna, un progetto accolto anche da Montalcino negli ultimi anni, che nasce dall’alleanza tra apicoltori e produttori di vino e che consiste nell’inserire alveari tra i filari per difendere la biodiversità dei territori e migliorare la qualità delle produzioni sia di miele sia di vino.

Il miele ambasciatore di Montalcino

Gli apicoltori che fanno parte di ASGA producono circa 2.000 quintali di miele annui. Secondo gli apicoltori, la Città del Miele di Montalcino, visitata da migliaia di persone ogni anno per il suo borgo medievale pressoché intatto dal XVI secolo e per il Brunello, famoso in tutto il mondo, ha visto un aumento nella vendita di miele da parte dei turisti italiani ed europei che lo hanno acquistato direttamente dagli apicoltori.

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