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Alessia Bonari l’infermiera di Grosseto che ha commosso il web

Il selfie col volto segnato dalla mascherina protettiva e le sue commoventi parole invitano TUTTI a fare attenzione e a seguire le norme di sicurezza

Alberta Bonari

Alessia Bonari è un’infermiera originaria di Grosseto, dalle poche informazioni che abbiamo sappiamo che lavora a Milano. Dopo un turno lavorativo pesante, come stanno affrontando tutti quelli che lavorano in prima linea per assistere i malati che in questi giorni affollano gli ospedali si è fatta un ‘selfie’ e l’ha pubblicato su Instagram.

La foto del volto stanco segnato dalla mascherina protettiva e le sue parole hanno fatto in pochissimo tempo il giro del web commuovendo tutti. In una situazione di emergenza in cui c’è anche chi si ‘diverte’ a inventare fake news o violare la zona rossa e non accettare le importanti norme di sicurezza indicate dal governo speriamo che le parole di Alessia prive di ogni possibile retorica, sincere come solo la verità sa essere, servano di monito a tutti quelli che ancora non hanno capito appieno la fragilità della situazione che ci troviamo a vivere.

“Sono un’infermiera e in questo momento mi trovo ad affrontare questa emergenza sanitaria. Ho paura anche io, ma non di andare a fare la spesa, ho paura di andare al lavoro. Ho paura perchè la mascherina potrebbe non aderire bene al viso, o potrei essermi toccata accidentalmente con i guanti sporchi, o magari le lenti non mi coprono del tutto gli occhi e qualcosa potrebbe essere passato.
Sono stanca ma fisicamente perchè i dispositivi di protezione fanno male, il camice fa sudare e una volta vestita non posso andare in bagno o bere per sei ore. Sono stanca psicologicamente, e come me lo sono tutti i miei colleghi che da settimane si trovano nella mia stessa condizione, ma questo non ci impedirà di svolgere il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto. Continuerò a curare e prendermi cura dei miei pazienti, perchè sono fiera e innamorata del mio lavoro.
Quello che chiedo a chiunque stia leggendo questo post è di non vanificare lo sforzo che stiamo facendo, di essere altruisti, di stare in casa e così proteggere chi è più fragile.
Noi giovani non siamo immuni al coronavirus, anche noi ci possiamo ammalare. Non mi posso permettere il lusso di tornarmene a casa mia in quarantena, devo andare a lavoro a fare la mia parte. Voi fate la vostra, ve lo chiedo per favore”.

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