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Anziani: dalla Regione 1 mln per l’assistenza a domicilio

Il progetto che avrà la durata di un anno, è stato approvato nel corso dell’ultima seduta della giunta

badante anziani

Quasi un milione di euro, per l’esattezza 916.015 euro. E’ questa la cifra che verrà ripartita e assegnata nel mese di agosto a tutte le Società della Salute/zone distretto. Lo stanziamento va ad aggiungersi al Fondo regionale per la non autosufficienza, e sarà destinato in particolare alle persone della famiglia (nella stragrande maggioranza donne) che assistono l’anziano a domicilio. Il progetto “Sostegno al lavoro di cura delle donne in famiglia attraverso contributi economici a favore del caregiver della persona anziana non autosufficiente a domicilio”, che avrà la durata di un anno, è stato approvato nel corso dell’ultima seduta della giunta regionale.

“Il progetto – spiega l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – prevede il potenziamento degli aiuti economici alle famiglie che sostengono costi per l’assistenza domiciliare dell’anziano, in particolare facendo ricorso a concessione di contributi per le assistenti familiari e di buoni/titoli per l’acquisto di servizi a complemento del lavoro di cura svolto dal familiare caregiver, quasi sempre donna. La domanda di prestazioni da parte dei non autosufficienti è in costante crescita. La scelta della Regione è quella di potenziare ed estendere l’assistenza domiciliare, in modo da favorire il mantenimento dell’anziano nel proprio contesto familiare”.

Nell’assistenza agli anziani non autosufficienti, le reti di relazioni familiari hanno un ruolo di primo piano: la nostra società è caratterizzata da un welfare di tipo familista, in cui la rete assistenziale risulta non sufficiente a far fronte alle richieste, e in cui la responsabilità del prendersi cura finisce per ricadere sulla famiglia, sulle donne soprattutto. Ancora oggi la donna rimane in modo prioritario, se non esclusivo, la responsabile dell’assistenza ai propri familiari e subisce un pesante aggravio dei carichi di lavoro.
Una ricerca Irpet del 2008 in materia di non autosufficienza ha stimato che le donne costituiscono oltre il 70% dei “primary caregivers”, dedicando all’assistenza un numero di ore decisamente maggiore degli uomini. Spesso si crea un condizione di totale assorbimento nell’assistenza del non autosufficiente, che non si limita alle ore diurne, ma si estende anche alla sorveglianza e alla cura di notte, rendendo difficile, se non impossibile, coniugare questo compito di assistenza con un lavoro all’esterno. Tanto che la maggior parte delle donne sono costrette a ridurre, o abbandonare del tutto, un lavoro all’esterno. Per non parlare del tempo libero, che viene totalmente cancellato. L’aiuto alle famiglie, e in particolare alle donne che prestano assistenza ad anziani non autosufficienti, si ripercuote positivamente sull’ambito economico, sociale e psicologico delle persone e delle famiglie.

L’assegnazione delle risorse avverrà all’interno dei percorsi di presa in carico delle persone non autosufficienti, previa valutazione delle effettive condizioni di bisogno da parte della persona anziana e definizione del progetto assistenziale personalizzato da parte della UVM (Unità di valutazione multidisciplinare).
Tra luglio e agosto è prevista l’assegnazione, con indicazione delle modalità di utilizzo e rendicontazione del contributo per i diversi progetti attivati. Tra agosto e dicembre, l’approvazione dei progetti personalizzati e rendicontazione delle risorse da parte delle SdS/zone distretto alla Regione Toscana.

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