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Archeologia: nuova campagna di scavo a San Casciano dei Bagni

Dopo gli straordinari rinvenimenti al Bagno Grande ora si indaga l’area funeraria etrusca e più volte segnalata nell’Ottocento con pregevoli reperti venduti all’epoca al Museo di Berlino e al British Museum

La frazione Palazzone di San Casciano dei Bagni

Una nuova campagna di scavo archeologico ha preso il via a San Casciano dei Bagni, il borgo in provincia di Siena dove è stato di recente portato alla luce il  “Santuario Ritrovato” al Bagno Grande.

La ricerca nell’area di Palazzone

L’area che sarà oggetto di esplorazione fa parte di una vasta zona di interesse archeologico nella frazione di Palazzone, più volte segnalata già durante l’Ottocento per numerosi rinvenimenti, in particolare di epoca etrusca, legati a contesti funerari: pregevoli reperti che all’epoca finirono dispersi sul mercato antiquario o furono venduti a musei esteri, come il museo di Berlino e il British Museum.

Grazie alla disponibilità e alla collaborazione dell’Azienda Podernuovo a Palazzone di Giovanni Bulgari, azienda vitivinicola nata nel 2004 che conta 26 ettari vitati sui 50 ettari totali, proprietaria dell’area di scavo, che ha dato il proprio consenso allo svolgimento delle operazioni, e alla sinergia degli enti di ricerca e di tutela coinvolti, sarà possibile dare inizio ad una nuova stagione di indagini e studi scientifici volte alla documentazione e al recupero, anche in quest’area, delle tracce del passato più antico del territorio sancascianese.

L’indagine sarà condotta dalla cattedra di Etruscologia dell’Università di Pisa  su concessione della Direzione Generale Abap (Archeologia, belle arti e paesaggio) del Ministero della Cultura, e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo.

I tesori del santuario etrusco e poi romano

A San Casciano dei Bagni gli archeologi sono impegnati da tre anni in uno scavo che ha già fatto parlare di sé con il ritrovamento di una grande vasca, oggetti votivi, altari dedicati agli dei, persino un bassorilievo con l’immagine di un grande toro e uno splendido putto in bronzo, capolavoro di età ellenistica.

A luglio sono state rese note le ultime notevoli scoperti: per prima cosa gli aercheologi hanno scoperto le reali dimensioni del santuario, che era stato degli etruschi e che i romani nei primi secoli dell’impero vollero rifondare rendendolo monumentale. Eccezionale al punto da ordinare alla zecca il conio di un tesoro di sfavillanti monete in argento, oricalco e bronzo destinate forse proprio alle offerte dell’imperatore, per onorare quegli dei che dovevano vegliare sulla sua salute e su quella dei tanti notabili romani pronti ad affrontare il viaggio verso questo luogo sacro.

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