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Arrivano in quindici comuni toscani ottanta ‘vigili di quartiere’

Via libera dalla giunta regionale alla sperimentazione con i ‘vigili di prossimità’, stanziati finanziamenti per i prossimi tre anni per un totale di tre milioni ogni anno

© Paul Rushton

Saranno ottanta in quindici comuni e la Regione è pronta a sostenerne i costi per tre anni: una spesa di tre milioni ogni anno. Sono i ‘vigili di quartiere’ che arriveranno a Viareggio, Pisa e poi Firenze, Massa, Prato, Livorno, Lucca, Pistoia, Grosseto e Arezzo. In tutte queste dieci città sono previste tre coppie di vigili di quartiere distribuite in altrettanti turni giornalieri. Mentre Campi Bisenzio, Pontedera, Sesto Fiorentino, Empoli e Piombino potranno avere ciascuno una coppia di vigili di quartiere al giorno.

Sono quindici comuni dove, negli ultimi tre anni, più alto è stato l’indice di furti e rapine, reati legati al traffico di stupefacenti, violenze sessuali, minacce, lesioni e percosse. Il criterio di scelta concordato con Anci ha riguardato infatti l’indice di delittuosità in rapporto al numero di abitanti equivalenti dei comuni, cioè gli abitanti, gli spostamenti giornalieri in entrata e uscita e i l numero di turisti. 

I vigili di quartiere saranno in pratica pattuglie a piedi che, lavorando nelle strade e nei quartieri più ‘delicati’, opereranno nella realtà quotidiana e diventeranno punto di riferimento per i commercianti e deterrente per le persone poco oneste, migliorando la sicurezza nelle città. Sono comunque solo uno degli strumenti che la Regione ha deciso di mettere in campo per aggredire il problema della sicurezza, che spesso è anche solo un problema di percezione, visto che crimini e reati da più anni sono in calo.

“Il nostro progetto prevede un finanziamento per tre anni, dal 2019 al 2021, per l’assunzione a tempo indeterminato di personale di polizia municipale da destinare alla polizia di prossimità” – ha spiegato l’assessore alla presidenza e alla sicurezza della Toscana, Vittorio Bugli. Gli agenti dovranno svolgere esclusivamente questo servizio e trascorsi i primi tre anni i Comuni si impegnano a garantire la continuità del progetto, fino al 2023, sostenendone integralmente la spesa.

“Abbiamo avviato negli ultimi due anni una decina di progetti speciali per la rivitalizzazione di luoghi ‘difficili in altrettante città, nella consapevolezza che un quartiere vissuto, animato da negozi e con piazze che si riempiono di gente, possa essere un antidoto al senso di insicurezza” ha aggiunto Bugli. La Regione ci ha investito più di un milione. Anche la riqualificazione urbanistica delle città aiuta ad alzare il livello della sicurezza: una buona o cattiva progettazione degli spazi pubblici non è indifferente. La Regione, negli ultimi anni, ha finanziato otto progetti, in altrettanti comuni, per quasi 44 i milioni (i cosiddetti Piu) per migliorare ed incrementare la disponibilità di servizi sociali, culturali e ricreativi o la mobilità in aree marginali o degradate.

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