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Beni confiscati alle mafie, la Regione sostiene gli enti locali con 3,5 milioni

Contributi regionali per gli investimenti in immobili confiscati alla criminalità così da sottrarli all’abbandono. Giani: “Forte segnale contro le mafie”. I comuni hanno tempo fino al 31 gennaio per richiedere il finanziamento

Tenuta di Suvignano - © Gianluca Testa

Sostenere gli enti locali che investono sul recupero e la ristrutturazione a fini istituzionali o sociali di beni confiscati alla criminalità organizzata. È l’obiettivo che la Regione Toscana intende perseguire con l’introduzione della legge regionale n. 44 del 29 novembre scorso, che prevede contributi regionali per gli investimenti su questa particolare tipologia di immobili. In totale la giunta ha stanziato 3 milioni e mezzo di euro: 1,5 milioni per il 2022 e 2 milioni di euro per il 2023

“Sono molto orgoglioso di questa misura – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani – perché ci consente di perseguire il triplice scopo di dare un segnale contro le mafie, di dare un contributo alla ripartenza e di sostenere i comuni nella riqualificazione di immobili a vantaggio delle proprie comunità, evitando il rischio che gli edifici finiscano in preda all’abbandono. Sono certo che le amministrazioni non si lasceranno sfuggire questa occasione”.

In vista del provvedimento attuativo, l’assessorato alla cultura della legalità guidato da Stefano Ciuoffo ha inviato una lettera a tutti i sindaci dei comuni toscani, ai presidenti della Città metropolitana di Firenze e delle Province, ad Anci e a Upi, invitandoli a segnalare agli uffici regionali la propria manifestazione di interesse entro il prossimo 31 gennaio, con l’indicazione dei principali adempimenti necessari per l’attivazione delle procedure. In particolare, la manifestazione di interesse dovrà contenere informazioni su: identificazione del bene immobile e avvenuto trasferimento all’ente; descrizione dell’intervento che si intende realizzare; l’eventuale compartecipazione alla spesa per la progettazione e realizzazione dell’intervento; l’uso a cui il bene è destinato; l’eventuale svolgimento di processi partecipativi o di attività di co-programmazione o co-progettazione; l’indicazione del responsabile del procedimento.

“E’ un provvedimento importante con il quale la Regione – ha detto l’assessore Ciuoffo –  si fa parte attiva nell’impegno di restituzione alla società dei beni frutto di attività illegali e criminali, e lo fa in modo concreto a fianco dei comuni cui sono stati destinati i beni dallo stato. Non si tratta solo di elargizione di risorse per ristrutturazioni immobili di proprietà di un altro ente: il ridare vita a luoghi come questi con finalità istituzionali o sociali è un simbolo per la lotta alla criminalità. I comuni molto spesso, sopratutto quelli piccoli, non hanno le necessarie risorse per la riconversione degli immobili e quindi questa azione nel tempo rischia di arenarsi. Con questa legge vogliamo porre rimedio a ciò per velocizzare la realizzazione dei tanti progetti ancora fermi”.

La comunicazione dovrà essere inviata alla Giunta regionale – Settore affari istituzionali e delle autonomie locali e cultura della legalità attraverso il protocollo interoperabile (InterPRO) o mediante PEC trasmessa a regionetoscana@postacert.toscana.it.

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