“Bollini rosa” a dieci ospedali toscani

Le strutture più qualificate premiate dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna

Sono ben 10 gli ospedali toscani che si sono aggiudicati i “bollini rosa” attribuiti dall’Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che anche quest’anno ha stilato la classifica delle strutture che offrono le prestazioni e i servizi migliori a misura di donna: da quelle maggiormente qualificate nella cura di patologie femminili specifiche, ai reparti di ginecologia e ostetricia all’avanguardia.

In Toscana un bollino rosa è andato alle Aziende ospedaliero-universitarie di Careggi, Pisa e Siena, e all’ospedale di Viareggio (Asl 12), due bollini all’ospedale di Arezzo e a quello del Valdarno (Asl 8), un bollino agli ospedali di Santa Maria Nuova, a Firenze (Asl 10), Lucca (Asl 2), Prato (Asl 4), Pontedera (Asl 5). 
“Sono davvero felice per questo riconoscimento attribuito da Onda a ben dieci ospedali toscani – è il commento dell’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – le donne rappresentano la maggioranza dell’utenza dei servizi sanitari, ma non sempre gli ospedali offrono un trattamento adeguato alle loro esigenze e necessità. La Toscana ha dimostrato di essere una regione molto attenta alle problematiche femminili anche sul versante sanitario. E’ di un mese fa l’insediamento della Commissione regionale permanente per la medicina di genere, con l’obiettivo di applicare anche in sanità il concetto di diversità, per garantire a tutti, donne e uomini, il miglior trattamento possibile”.

L’attribuzione di un bollino rosa riconosce la presenza nell’ospedale di unità operative (da 1 a 3) che curano patologie femminili specifiche e l’applicazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), con particolare riferimento all’appropriatezza delle prestazioni, accreditamento e certificazione per i requisiti alberghieri e strutturali. Due bollini vengono attribuiti a quegli ospedali che, oltre ai requisiti precedenti, abbiano almeno tre donne nel Comitato Etico, che prevedano donne in posizioni di responsabilità ai vari livelli, personale di assistenza prevalentemente femminile, che sotto il profilo archiettonico sottolineino la centralità della persona ricoverata, e che riservino particolare attenzione ai bisogni delle donne di etnie diverse.

21/12/2011