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Camici bianchi, l’ascesa delle donne

Una mostra e un convegno, domani a Pisa, per ripercorrere il percorso del sesso debole nel mondo della medicina, dall’ingresso al sorpasso dei laureati maschi

dottoressa medico ospedale

Dal prendersi cura alla cura. Si svolgerà domani, venerdì 4 giugno, nell’Aula “Massart” della facoltà di Medicina e chirurgia di Pisa, il convegno “Le donne nella medicina”, organizzato dal Comitato Pari Opportunità e dalla facoltà di Medicina dell’ateneo pisano.

L’incontro sarà aperto alle ore 9
con i saluti istituzionali e proseguirà nella mattinata con la sessione dedicata a “Le donne medico: uno sguardo storico” e nel pomeriggio con la sessione su “Le donne medico oggi”. Alle ore 17.30 sarà inaugurata la mostra sulle prime laureate della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Pisa e alle 18.30 sarà effettuata la visita al museo di Anatomia umana, con la guida del professor Gianfranco Natale.

Come ha ricordato la professoressa Rita Biancheri, presidente del CPO, il convegno e la mostra sono nati per “recuperare le numerose storie di vita che la Storia ha trascurato, ma che invece hanno lasciato una traccia ben visibile del loro passaggio nel ‘quotidiano’ delle comunità dove sono vissute, nella professione che hanno esercitato con scienza e coscienza, negli affetti che hanno costruito; in altre parole in ciò che hanno saputo dare agli altri. Questo è il significato che vogliamo far comprendere anche alle nuove generazioni di studenti, e in particolare a quelli di medicina, facendo conoscere alcune biografie di donne medico del passato che però appartengono straordinariamente al presente”.

In particolare, il convegno approfondirà il percorso che ha portato dagli anni Settanta a un progressivo aumento, sia quantitativo che qualitativo, del rendimento scolastico femminile e all’ottenimento da parte delle donne di titoli di studio sempre più elevati, fino a sorpassare la percentuale di maschi laureati. Anche nel settore della medicina il numero di donne è aumentato in maniera sempre più significativa e in quest’ambito, tradizionalmente maschile, il pensiero femminile ha portato le sue riflessioni e affermato il valore della differenza. Non mancano, tuttavia, aspetti ancor oggi contraddittori, che riguardano i diversi settori del mercato del lavoro quali la segregazione verticale, con l’assenza delle donne nei ruoli apicali, e quella orizzontale, evidenziata dalle poche donne chirurgo.

La mostra sulle prime laureate pisane della facoltà di Medicina, che sarà aperta fino al 21 giugno, e la riproduzione di alcune delle loro tesi serviranno come testimonianza di come fin dall’inizio nell’approccio alla salute sia stato sviluppato un tentativo di lettura originale. Il recupero dei lavori delle prime dottoresse diventa così un modo per valorizzare e dar conto di quanto le donne siano state attive anche nel passato, seppur attraverso biografie eccezionali che hanno saputo affermare la propria individualità e hanno fatto notevoli sforzi per costruirla.

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