Cantine Dei: una donna, la musica e l'arte del vino

Tra le dolci colline di Montepulciano una giovane cantante lirica prosegue con entusiasmo l'attività agricola ereditata dal nonno, producendo vino e coltivando le proprie passioni

Era il 1964 quando Alibrando Dei, affascinato dal mondo della viticoltura, decise di impiantare i suoi primi vigneti nella zona di Bossona - nel comune di Montepulciano - scorgendo in essa un’area particolarmente vocata alla produzione di grandi vini rossi. Poco tempo dopo, nel corso degli anni Settanta, l’imprenditore acquisì anche la vicina proprietà di Martiena, un’ampia tenuta dominata da una maestosa villa padronale circondata da un giardino storico colmo di piante ultrasecolari. Fu così che nacquero le Cantine Dei.

Inizialmente l’uva raccolta veniva destinata unicamente alla cantina sociale, ma nel 1985 - a seguito di una vendemmia più che generosa - Alibrando scelse di cambiare rotta, intraprendendo la strada della vinificazione e realizzando finalmente la prima bottiglia di Nobile di Montepulciano Dei. Un importantissimo traguardo coronato nel 1989 con la costruzione di una moderna e funzionale cantina nel cuore dei terreni dell’azienda: una speciale struttura fabbricata totalmente in travertino, vetro e legno, materiali naturali perfettamente in linea con il circostante panorama collinare.

Con un’estensione di circa 120 ettari, le Cantine Dei appartengono oggi a Caterina, giovane nipote del titolare originario. Laureata in lettere a indirizzo musicale presso l’Università di Siena, la nuova proprietaria ha unito alla sua immensa passione per il canto lirico quella ereditata dal nonno per l’arte del vino, mescolando il tutto con l’amore per l’architettura del padre. Il risultato è un’impresa competitiva e dinamica, estremamente attenta alle tematiche ambientali e capace di valorizzare il territorio in cui opera.

Attualmente in fase di conversione al biologico, l’azienda produce circa 200.000 bottiglie all’anno, molte delle quali destinate al mercato estero. Al vino si aggiunge poi l’olio extravergine d’oliva ricavato dagli uliveti della proprietà, nonché un limitato quantitativo di grappa.

L’intera attività delle Cantine Dei è guidata dall’amore per la natura, fattore evidente già dallo stile scelto per l’ingresso ai vani sotterranei: una discesa che richiama morfologicamente la forma di una chiocciola, simbolo di quelle conchiglie fossili da cui il terreno di Bossona trae i suoi sapori e la sua personalità. Un’enorme sensibilità ambientale che ha spinto l’impresa a puntare con sempre maggiore fermezza verso l’utilizzazione di fonti di energia rinnovabili, fino alla realizzazione di un impianto geotermico in grado di ridurre al minimo i consumi e le emissioni di anidride carbonica. In totale sono stati investiti 543.141 euro, dei quali 217.256,41 concessi dalla Regione Toscana attraverso il Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013.

Pensando al futuro, Caterina auspica di potersi dedicare anche all’attività recettiva, ma il vero sogno sarebbe quello di trasformare l’anfiteatro dell'azienda in un esclusivo palcoscenico “enomusicale”. Un grande desiderio espresso persino in una frase di Siracide tracciata su un muro della cantina: “Sigillo di smeraldo in una guarnizione d’oro e la melodia dei canti unita alla dolcezza del vino”.

 

Per maggiori informazioni visita il sito:

www.cantinedei.it

07/09/2015

L'ingresso ai vani sotterranei richiama la forma di una chiocciola
L'ingresso ai vani sotterranei richiama la forma di una chiocciola