Enogastronomia/

Chianti, i sessant’anni del Ruffino

Dal 1947 al 2007,  vendemmie all’insegna della qualità per il Riserva Ducale Oro

Riserva Ducale Oro 2007

Correva l’anno 1947, in piena Guerra Fredda, fra l’uscita nei cinema della prima di Tom & Jerry, la presunta cattura aliena a Roswell negli Stati Uniti e la redazione della Costituzione Italiana, quando – nella Toscana della ricostruzione – Ruffino creava la selezione Oro del suo vino più significativo, la Riserva Ducale. Erano anni in cui il Chianti si faceva con uve a bacca nera e bacca bianca, pigiandolo coi piedi e infiascandolo in generosi recipienti avvolti nella paglia, per berlo giovane e trarne energia spesso necessaria ad affrontare una sudata giornata di lavoro nei campi. Però, già ai tempi, era costume serbarne un poco – il migliore – per le occasioni speciali: la nascita di un maschietto, un compleanno, la visita di un parente da lontano, il Natale.

Questa partita doveva anche migliorare con gli anni, grazie al lento riposo nelle umide e buie cantine delle case di una volta, per diventare ancor più buono e rendere così ancora più unico il solenne momento della decantazione. Vino come bene edonistico, non più solo prettamente alimentare: un concetto antesignano per una nuova idea di vino che ancora aveva da compiersi e che in Toscana, e in Italia, era ancora poco diffusa ma a cui Ruffino credeva moltissimo. E’ da questo vissuto che era nato un Chianti Classico Riserva che negli anni è cresciuto a fianco delle grandi storie d’Italia, dal progresso della giovane Repubblica, all’alluvione di Firenze, dagli anni difficili del vino Italiano nella metà degli anni Ottanta fino alla grande rinascita che senza sosta ha attraversato tutto il territorio del Chianti Classico e la nostra migliore enologia.

Assaggiare oggi in retrospettiva annate miliari come la 1985, la 1990, la più recente 2001 o la 2007 appunto, espressione di una vendemmia di uve sane e vigorose, ed effigiata con un’etichetta speciale celebrativa, testimonia la bontà di una scelta che ai tempi impose per Ruffino ambiziose scelte di vigna e di cantina, necessarie per il salto qualitativo imposto al nuovo vino dalla caratteristica larga etichetta in Oro. Un anniversario che si inserisce in un quadro particolarmente dinamico per Ruffino che, da pochi mesi interamente rilevata dagli americani di Constellation Brands, si appresta ad affrontare con entusiasmo e determinazione le tante sfide che il complesso mercato del vino impone in Italia e nel mondo.

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