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“Cibo civile”: dall’Università di Pisa arriva l’agricoltura sociale a km zero

Il progetto di ricerca nato in collaborazione con la Coldiretti Torino ha dato lavoro a persone in difficoltà mettendo in rete 38 aziende

Promuovere un’agricoltura sociale a servizio delle comunità e del territorio. E’ questo l’obbietivo di “Cibo civile” il progetto frutto della collaborazione fra il dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa e la Coldiretti Torino, che in tre anni in Piemonte ha consolidato una rete di 38 imprese agricole, 15 cooperative sociali, comuni e consorzi pubblici dei servizi, Gruppi di Azione Locale.

“In questo arco di tempo – ha spiegato Francesco di Iacovo dell’Ateneo pisano – senza finanziamento pubblico diretto, sono stati creati 36 posti di lavoro per persone a bassa contrattualità (persone con disabilità mentale, donne vittime di tratta, persone in uscita da percorsi di dipendenza), nuovi servizi per circa 200 persone ogni anno (bambini, adulti e anziani), un volume economico di 3 milioni di euro ogni anno nelle aziende agricole coinvolte e un risparmio pubblico di investimento di circa 7 milioni di euro per i posti di lavoro creati, fornendo risposte utili alla crisi economica e del welfare pubblico e infrastrutture vitali utili per le popolazioni locali”.

“Le nostre imprese guardano con grande attenzione al tema del ‘Cibo civile’ – ha dichiarato Fabrizio Galliati presidente di Coldiretti Torino – perché riescono a recuperare partecipazione alle esigenze della comunità e quella reputazione e visibilità che i mercati concorrenziali hanno finito per oscurare”.
Le aziende agricole che realizzano “Cibo civile” e quelle che ne assicurano la commercializzazione attraverso forme di filiera corta offrono opportunità inclusive, sia a livello sociale che lavorativo mentre i consumatori portano a tavola prodotti del territorio che sostengono i bisogni di comunità fornendo risposte attive non basate su logiche di assistenza pubblica, ma capaci piuttosto di offrire servizi innovativi e solidali.

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