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Consorzi di bonifica: il network per una “terra futura”

Alla Fortezza da Basso le idee e le proposte per un sistema sociale ed economico più giusto

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Per il quarto anno consecutivo, i Consorzi di Bonifica della Toscana sono protagonisti a Terra Futura, in programma dal 19 maggio alla Fortezza da Basso di Firenze.

Anche quest’anno i Consorzi fanno parte del network di reti, progetti, idee, persone e investimenti rappresentato da Terra Futura, che da anni lavora per una nuova governance globale: una “terra futura” rispettosa dell’ambiente e dei suoi abitanti e un sistema sociale ed economico più giusto.

L’Urbat (Unione regionale per le bonifiche, l’irrigazione e l’ambiente della Toscana) è presente con uno stand dove i visitatori avranno la possibilità di capire meglio chi sono e cosa fanno i Consorzi di Bonifica. Non mancano un grande plastico interattivo con tanto di pioggia e idrovore funzionanti, sempre molto apprezzato da grandi e piccoli, materiali illustrativi, manifesti, brochure che i responsabili dei vari Consorzi illustreranno al pubblico.

«L’obiettivo è portare ancora una volta all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini l’importanza della tutela dell’ambiente, della biodiversità, della qualità dell’acqua e dell’aria, che si traduce inevitabilmente in una migliore qualità di vita per tutti – spiega il presidente Urbat, Fortunato Angelini. Alla Regione e allo Stato si chiedono maggiori risorse da investire nella sicurezza idrogeologica, più spazio al tema dell’ambiente nelle scuole, come materia di studio, e nell’informazione, oltre che un maggiore impegno nella lotta per la riduzione di emissioni di inquinanti, senza dimenticare di sensibilizzare i cittadini sul collegamento che esiste tra un ambiente sano e il benessere fisico e mentale. Ad oggi sono ancora troppe le perdite di vite umane a cui assistiamo ogni anno, troppi i danni, troppo il consumo di territorio a fini speculativi. È necessario fermare questo scempio: le tragedie degli ultimi anni parlano da sole, si pensi alla Lunigiana, a Massa Carrara, Albinia e Pistoia, solo per citarne alcune. Bisogna dire basta alla tardiva commemorazione delle catastrofi, e dire sì alla prevenzione, alle buone pratiche agricole e alla sostenibilità ambientale».

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