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Costa Concordia, “Io c’ero”: testimonianze del naufragio

Le parole dei passeggeri, dei membri dell’equipaggio e dei soccorritori ricostruiscono il dramma avvenuto al Giglio

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A distanza di due anni dal naufragio della Costa Concordia si sente parlare di operazioni di rimozione, nuove udienze del processo, ricerche e misteri ancora da risolvere.

Ma l’anniversario della tragedia è prima di tutto un’occasione per dimostrare sostegno e vicinanza alle vittime, a chi quel 13 gennaio ha vissuto quella drastica esperienza, a tutte quelle famiglie che hanno perso amici e parenti.

Sulla nave, tra i 4229 passeggeri, c’era anche Pasquale Zumpo, giovane parrucchiere di Fucecchio che si trovava a bordo per partecipare alle selezioni del format televisivo Professione Look Maker, il programma rivolto a hair stylist ed esperti del mondo del fashion.

Pasquale al momento dell’impatto si trovava al Ristorante Milano situato sul ponte 4.
Quello che mai mi dimenticherò – racconta – è che ero a tavola con delle persone e stavamo cercando di stappare una bottiglia di vino, ma questa sembrava non aprirsi. Solo quando è avvenuta la collisione il sughero è saltato”.

Subito abbiamo capito che si trattava di qualcosa di grave, molto più di un guasto tecnico; – continua il testimone del dramma – è iniziato quindi un via vai di persone che correvano nel caos verso l’uscita. Noi invece siamo rimasti dove eravamo; io mi sono aggrappato a una trave perchè la nave era già inclinata”.

Pasquale è riuscito ad arrivare sull’Isola del Giglio salendo su una scialuppa di salvataggio. Di quella notte rimane la paura, il terrore, attimi di panico indelebili.

Il documentario “Concordia: io c’ero” rende ancora più chiaro l’accaduto. Attraverso filmati amatoriali realizzati con cellulari e videocamere di chi era a bordo, si ha un racconto collettivo del naufragio: una testimonianza vera e toccante che fa comprendere meglio quella situazione di pericolo.

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