Costruire presidi per la democrazia. Ad Auschwitz

Il consigliere regionale Brogi: "Una Toscana orgogliosa dei suoi doveri e consapevole dei diritti di cui è portatrice, prima ad eliminare dal suo ordinamento pena di morte e tortura"

Ad Auschwitz non esiste ritualità; ogni atto, ogni cerimonia assumono un commosso carattere di sacralità, anche quando vengono ripetute nel corso degli anni. La delegazione del Treno della Memoria 2013 ha percorso stamani il percorso quasi obbligato, dal cancello marchiato dalla scritta irridente, “Il lavoro rende liberi”, voluta dal macabro senso dell’umorismo nazista, fino al terribile Blocco Undici, dove c’è ancora il “muro della morte” delle fucilazioni e risiedeva il tribunale delle SS. Per condannare a morte i già condannati, altro orribile forma di paradosso dei nazisti, sempre ligi alla forma e al rispetto di regole d’ordine vuote, fuori da ogni logica. La bandiera della Toscana ha aperto il corteo, in testa tanti amministratori in rappresentanza di Province e Comuni. Con loro il consigliere regionale Enzo Brogi, che dopo la posa di una corona ai caduti ha portato il saluto a nome della Regione Toscana. Una Toscana orgogliosa dei suoi doveri e consapevole dei diritti di cui è portatrice, ha affermato, prima ad eliminare dal suo ordinamento pena di morte e tortura. Il fascismo resterà segnato sempre, al contrario, dalla scelta delle leggi razziali e dai crimini commessi insieme ai nazisti. Questa esperienza farà rientrare diversi tutti coloro che vi hanno partecipato, ha aggiunto, e consapevoli che saranno le nuove generazioni, qui rappresentate in modo così numeroso e significativo, ad avere il compito di conservare la memoria di pagine, brutte come queste del nazismo come tante altre positive, della nostra storia. E proprio a nome dei giovani presenti e e di quelli rimasti a casa, ha portato il suo saluto il presidente del Parlamento toscano degli studenti, Andrea Cappelli.
Un intervento appassionato il suo, segnato dalla convinzione che è oggi, senza rimandi, il dovere per tutti e per i giovani in particolare di costruire il cambiamento e nuovi valori, capaci però di conservare salde radici nella memoria storica. La manifestazione di oggi mostra la Toscana unita e solidale su uno dei luoghi fondamentali di tale memoria. I giovani devono svolgere un ruolo di vigilanza forte a difesa delle istituzioni democratiche, ha aggiunto, rappresentate così bene oggi dal Pegaso della bandiera, simbolo di libertà riconquistata e difesa della Toscana. E quanto possano fare iniziative come questa per costruire una coscienza, ha concluso il presidente del parlamento degli studenti, lo racconta la crisi da lui stesso constatata, nell’edizione 2011 del Treno della memoria, in un giovane di destra venuto a suo dire solo per fare forca a scuola, e reso muto e tormentato al rientro da quanto aveva visto e sofferto ad Auschwitz.

29/01/2013