Crisi? Il Made in Tuscany segna +48 Export agroalimentare a 2,5 miliardi

Dal 2007 crescita esponenziale per l'agroalimentare del Granducato. Coldiretti Toscana: "Effetto traino dell'Expo di Milano"

La crisi è una parola difficile da trovare nel 'vocabolario' dell'export agroalimentare della Toscana. Questo quanto emerge dal rapporto sulla 'salute' del Made in Tuscany agroalimentare presentato da Coldiretti Toscana, con un focus sull'evoluzione del settore dal 2007 - ultimo anno 'pre-crisi' - al primo semestre 2015.

Il dato aggirnato al giugno dell'anno in corso è per certi versi straordinario: una crescita del 48% rispetto agli stessi sei mesi del 2007, per un valore di circa 364 milioni di euro in più. Non solo, il 2014 ha evidenziato inoltre il sorpasso delle esportazioni sulle importazioni. "È un dato importante - spiega Tullio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana - che testimonia il grandissimo appeal del Made in Tuscany nel mondo ma che ci offre anche una ragione in più per comprendere il fenomeno delle contraffazioni e delle sofisticazioni. Potersi fregiare della territorialità e del poter inserire in etichetta che è stato prodotto o confezionato in Toscana sui mercati stranieri, spesso poco attenti, è un valore aggiunto sugli scaffali di serietà e qualità per il consumatore che spesso ci cade. Ecco perché invochiamo etichette di origine chiare e trasparenti per tutti i prodotti (con riferimento alle recenti vicende sull'olio toscano contraffatto, ndr)".

Nel 2007 le importazioni di olio, vino, ortaggi ed altri prodotti del paniere superavano il valore delle esportazioni, sette anni dopo, con in mezzo una crisi durissima, la tendenza si è invertita. Le esportazioni sono cresciute del 25% arrivando a circa 2,5 miliardi di euro (1,5 milioni di euro nel 2007), le importazioni solo dell'8% fermandosi a 2,2 milioni di euro (1,9 milioni di euro nel 2007).

L'Europa rappresenta il mercato principale: circa due terzi, il 58%, di vino, pasta, frutta ed ortaggi finiscono sulle tavole del vecchio continente con un incremento del 6,5% ma il Made in Italy a tavola fa registrare un vero e proprio boom soprattutto negli Stati Uniti (+35%) e Cina (+57%). Secondo Coldiretti un nuovo impulso alle esportazioni, i cui effetti saranno certificati nei prossimi mesi, arriverà dall'Expo di Milano.

"Insieme al turismo, l'agroalimentare - prosegue Marcelli - è probabilmente il settore che più di altri sta beneficiando dell'effetto traino dell'Esposizione Universale di Milano anche grazie ad un'azione ed esposizione prolungata a cui abbiamo contribuito durante i sei mesi di programmazione".

 

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26/11/2015