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Cyber Security: alla Sant’Anna la prima summer school italiana

Il corso – organizzato in collaborazione con Microsoft – mette a disposizione tre borse di studio

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Internet è sempre più un’opportunità e una sfida, e mettere i giovani in condizione di compiere un percorso di formazione per elevarne grado di consapevolezza riguardo alle occasioni legate all’uso di internet, è sempre più importante nelle strategie delle aziende private e della Pubblica amministrazione. Per questo la Scuola Sant’Anna di Pisa lancia la prima summer school italiana per l’introduzione alla Cyber Security. Il corso, nato in collaborazione con il Centro Interdipartimentale IT Center dell’Università di Pisa e con il sostegno di Microsoft Italia, partirà il prossimo 4 luglio ed è rivolto a 25 partecipanti, selezionati tra studenti neolaureati, laureandi di corsi di laurea in discipline sia umanistiche sia tecnico-scientifiche. A questi si aggiungono tre studenti che avranno l’opportunità di usufruire di una borsa di studio messa a disposizione da Microsoft Italia.

Il corso, articolato in 5 moduli (lessico e stato dell’arte, problematiche, sfide future; cloud computing; soluzioni), vuole fornire gli strumenti e le conoscenze di base utili a elaborare una riflessione critica sul tema della cyber-security. Attraverso lezioni in aula, simulazioni e analisi di casi studio, i partecipanti saranno preparati a gestire, in azienda così come nella Pubblica Amministrazione, le principali criticità legate alle minacce della sicurezza informatica. Le 40 ore di formazione saranno volte a fornire una panoramica completa sulle questioni di natura tecnica, organizzativa, giuridica, politica, etica e socioeconomica riguardanti la promozione della sicurezza del dominio cyber attraverso un approccio interdisciplinare.

Il progressivo sviluppo di Internet ha determinato la creazione di uno scenario economico avanzato che fa leva su infrastrutture e servizi erogati principalmente tramite un sistema di interconnessioni informatiche. La crescente diffusione delle tecnologie ha portato enormi cambiamenti in termini di produttività, efficienza, oltre che vantaggi ai singoli cittadini, ma ha inevitabilmente cambiato lo scenario della sicurezza: l’impatto di minacce o semplici incidenti informatici può avere oggi una portata significativa, anche a livello di ricadute economiche e organizzative, oltre che in termini di sicurezza (le minacce sono aumentate al ritmo del +30% nei primi 6 mesi del 2015).

Per affrontare in maniera efficace le minacce che, secondo quanto evidenziato dall’Osservatorio Information Security & Privacy, possono provenire tanto da fonti esterne come le organizzazioni criminali (nel 58% dei casi) o gli hacktivist (46%), quanto quelle interne, come gli stessi dipendenti (49%) e consulenti aziendali (30%), occorre dotarsi di strumenti di protezione (firewall, antivirus, ecc.), ma soprattutto delineare politiche di sicurezza, basate sull’analisi dei rischi e sullo sviluppo di misure di protezione in linea con i potenziali pericoli e le esigenze delle singole infrastrutture, nella piena consapevolezza delle opportunità generate dallo “spazio cibernetico”.

La diffusione di una cultura comune e condivisa della cyber-security tra gli individui, rappresenta un requisito imprescindibile per poter affrontare le sfide e cogliere le opportunità presenti e future che questo nuovo dominio offre.

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