Musica/

Elettro Pop ed eleganza: sul palco del Glue arrivano gli Yombe

Sabato 8 ottobre sul palco del Glue salgono Yombe, Go Dugong e Biga per una serata dedicata al Rinascimento elettronico made in Italy

Dopo i Melampus e gli Schonwald un nuovo duo si affaccia sul panorama musicale italiano. Sono gli Yombe formati da Alfredo Maddaluno e Carola Moccia in arte Cyen. I due musicisti che sono una coppia anche nella vita producono un elettro-pop sofisticato che fonde l’elettronica con il soul e le sonorità tribali, non a caso hanno preso il loro nome da una statua africana a simboleggiare il loro legame con la black music. Ma le loro origini musicali sono molto diverse. Gli Yombe saranno in concerto al Glue Alternative Concept Space di Firenze sabato 8 ottobre. Insieme a loro sul palco in occasione della riapertura del locale si alterneranno i dj set di Go Dugong cioè il progetto solista di Giulio Fonseca e Biga aka Francesco Bigazzi un dj, producer e collezionista di vinili che da anni calca la scena musicale underground fiorentina e non.

Ci siamo conosciuti in un’altra band i Fitness Forever, – chi ha raccontato Alfredo – una band napoletana che fa un genere di musica improntato sugli anni ’70, sull’easy listening americano, colonne sonore. In quel contesto eravamo degli esecutori dei brani scritti da Carlos il leader della band. Nell’ultimo anno abbiamo fatto una serie di concerti con Erlend Oye dei Kings of Convenience. Poi ci siamo trasferiti a Milano per un anno, per impegni di lavoro. Io sono stato il batterista di Colapesce, Carola ha lavorato in radio e abbiamo sentito il bisogno di cominciare a scrivere delle cose nostre. Volevamo unire i nostri due mondi un po’ lontani e oltre al rapporto di coppia, volevamo scommettere anche su una possibile collaborazione artistica. A Milano abbiamo cominciato a scrivere le prime tracce scambiandoci materiale.

Mi hai citato un sacco di influssi diversi. Il vostro progetto è molto sicuro di sé nell’essere così poco “italiano” se mi passi questa espressione un po’ alla Stanis La Rochelle. Nel senso che nella vostra musica sento influenze da gruppi come Caribou, Grimes. In Vulkaan ho colto una citazione da “Pass this on” dei The Knife…
Ascoltiamo tante cose, veniamo da un background musicale abbastanza diverso per questioni di età. Carola è più giovane di me, classe ’91, per cui la sua adolescenza è stata segnata da altre cose rispetto alla mia. Abbiamo in comune molta black music che è stata il fil rouge del progetto. Tutto quello che c’è di elettronico è sempre fortemente influenzato dal sud del Mondo, non tanto dal nord europa. È quello che ci interessa.

In questi giorni stavo ascoltando l’ultimo disco di Solange questa cantante afroamericana molto sofisticata. Quando arriva lei, arriva l’eleganza e stavo pensando che il suo approccio con la moda, mi ricorda un po’ anche il vostro. Mi sembra cioè che nel vostro progetto ci sia grande impegno e grande attenzione per l’ “immagine”
Per noi l’aspetto estetico è un elemento alla pari del suono. È molto importante, nel mio caso anche per deformazione professionale perché ho studiato arte, ho fatto il liceo artistico e ho lavorato anche come grafico. Ho sempre coltivato un interesse parallelo alla musica. L’immagine è un elemento che rafforza il senso di quello che vogliamo raccontare. Riusciamo a contestualizzarci e a dare una visione più chiara di noi. Per esempio per il video di Vulkaan ho curato io la regia insieme a Dario Calise, un mio amico regista napoletano. Lì abbiamo voluto dare un imprinting al progetto anche estetico. Ma c’è un grande confronto anche con Carola su tutto, lei è molto determinata e sa esattamente cosa vuole.

Quest’estate avete suonato anche all’Ypsigrock, mi immagino una bellissima esperienza
È stato molto bello anche perché il nostro disco era uscito solo qualche mese prima. Sai che l’Ypsig è molto selettivo nella scelta della Line – Up e lavorano poco con artisti italiani quindi per noi è stato un grande onore essere lì. Abbiamo suonato in una chiesa sconsacrata molto bella in cui abbiamo condiviso il parco con LIM.

LIM un altro progetto italiano molto poco “Italiano”. C’è un Rinascimento elettronico in questo momento nel nostro paese, di cui fanno parte anche Go Dugong e Biga che suoneranno con voi al Glue. Come mai accade tutto questo? Pensi che sia perché è cambiato il pubblico del danceflooor, dopo la crisi di fine anni ’90 si torna da amare la musica che fa ballare?
Potrebbe essere questo il motivo, ma io credo che si sia sempre prodotta tanta musica elettronica in Italia. Secondo me c’è in generale un interesse globale per questa musica. Qualche anno fa è stato più segnato dal cantautorato, progetti in cui la musica era asservita al testo. Gli aspetti legati al suono erano declassati ad ornamento della parte lirica. Credo che ultimamente ci sia più attenzione anche per chi ascolta la musica senza troppe “pippe” all’aspetto sonoro. È anche vero che questa cosa si fa sempre più viva anche nelle produzioni pop, per esempio l’ultimo disco di Rihanna è un lavoro molto ben curato e per niente patinato come da un artista del genere ci si potrebbe aspettare.

Ingresso con tessera

Vedi mappa
I più popolari su intoscana