ENEL, INAUGURATA LA NUOVA CENTRALE A PIEVE S. STEFANO: 7MILA NUOVE UTENZE

Il taglio del nastro

2,8 milioni di investimento per dare energia alla Valtiberina, bassissimo impatto ambientale grazie a 17 chilometri di linee interrate

Pieve Santo Stefano e la Valtiberina brillano di luce nuova grazie alla nuova cabina Enel primaria di e-distribuzione inaugurata questa mattina a Baldignano, in località Bisolla sul territorio comunale di Pieve Santo Stefano, alla presenza del sindaco Albano Bragagni, del responsabile rete elettrica e-distribuzione Toscana e Umbria Raffaele Ruggiero, del referente affari istituzionali Enel Toscana e Umbria Emiliano Maratea, del direttore di Confindustria Toscana Sud Massimiliano Musmeci e di altre autorità locali.

Si tratta di un impianto di grande eccellenza tecnologica, costruito secondo i migliori standard tecnici e ambientali: la realizzazione della cabina, che costituisce uno snodo fondamentale del sistema elettrico territoriale, ha richiesta un investimento di 2,8 milioni di euro, ha una potenza di 50 MW e fornisce alimentazione elettrica a un bacino di 7mila utenze tra domestiche, commerciali, artigianali e industriali, garantendo un’elevata qualità del servizio per l’intero comprensorio di Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Anghiari, la parte nord Sansepolcro e, più in generale, per tutta la Valtiberina perché il nuovo impianto consentirà di redistribuire in modo ottimale i carichi in tutta la vallata.

Grandissima attenzione è stata posta per la sostenibilità: la cabina, infatti, ha un bassissimo impatto ambientale perché i 17 km di cavi di media tensione che si diramano dall’impianto sono completamente interrati. Dalla cabina, in cui arriva l’energia elettrica in alta tensione per essere trasformata in media tensione, escono attualmente 6 linee mt (media tensione), ma ha potenzialità per ulteriori 10 linee in caso di nuovi sviluppi territoriali.

La cabina, peraltro, rappresenta un’innovazione anche per la capacità di inserirsi in un sistema elettrico sempre più avanzato, secondo il modello delle smart grids caratterizzato dalla generazione distribuita: nel caso in cui impianti alimentati da fonte rinnovabile dovessero entrare in funzione, ci sarebbe la possibilità di distribuire l’energia direttamente sulle linee di media tensione ma anche, grazie alla cabina, di trasformarla da media ad alta tensione e di immetterla sulla rete di trasmissione nazionale. Anche in caso di fenomeni di maltempo, la cabina e il sistema elettrico locale a valle di essa consentiranno di garantire maggiore continuità del servizio e di ridurre i tempi di rialimentazione in caso di disservizi legati alle calamità naturali.

 

26/09/2017