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Esaote: leader nella diagnostica medicale

Una delle sue sedi è Firenze Nel 2011 il suo fatturato è stato di circa 330 milioni di euro

Fabrizio Landi è un giramondo per mestiere. Quando ci sentiamo al telefono è appena tornato da una trasferta negli Stati Uniti. Fa l’amministratore delegato di Esaote. “Noi siamo uno dei principali produttori mondiali di macchine per diagnostica medica ottenuta per immagini del corpo umano, leader europei nella produzione di ultrasuoni e leader a livello internazionale nella risonanza magnetica dedicata”.

Esaote fa, tra l’altro, ecografi portatili a batteria, spesso in versioni facili da usare e poco costosi. Produce macchine per la risonanza magnetica dedicate alla diagnosi di braccia, gambe e piedi, a basso consumo energetico e semplici da gestire. Fa software che permettono di compattare in un cd le migliaia di immagini, ad esempio di esami radiografici, che andrebbero a riempire pacchi di faldoni di carta. Due le sedi principali: una a Firenze, l’altra a Genova. Nel 2011 il fatturato Esaote è stato di circa 330 milioni di euro, di cui 210 provenienti dall’estero e 120 dall’Italia. 1.500 dipendenti nel mondo, 800 dei quali lavorano in Italia, con 300, soprattutto fra Genova e Firenze, dedicati alla progettazione e fabbricazione delle macchine medicali. L’azienda ha pure due altri centri di ricerca: uno in Olanda, l’altro in Cina. Dato importante: il 20% degli impiegati dell’azienda lavora nel settore di ricerca e sviluppo. Ciò significa una spesa dell’8% del fatturato rispetto al 5% dei competitors, che sono colossi internazionali quali General Electric e Siemens.

Fabrizio Landi pensa globale e agisce locale. Non può fare altrimenti. Le sue strategie sono fluide come fluido è il mercato dove si muove: Italia, Cina (con oltre 40 milioni di € è il secondo mercato per Esaote), Usa, Germania, Brasile, Francia, Russia, India e Spagna. Con una preoccupazione. “I dati del primo semestre 2012 – ci racconta – vedono una forte contrazione delle vendita in Italia. Dal giugno 2011 siamo andati giù di oltre il 30% di vendita di apparecchi medicali in Italia: abbiamo però più che compensato questo dato sfavorevole, tant’è che il primo semestre 2012 si è chiuso a livello consolidato per Esaote con una crescita, seppur piccola sul 2011, aumentando le vendite in Italia di Sevizi Tecnici e di Software e soprattutto con un forte sviluppo all’estero della vendita di apparecchiature in Cina, Usa, Russia ed altri paesi dell’area del Pacifico”. Questa spirale del mercato Italiano al ribasso dalla quale il Belpaese fatica a trovare un’uscita è ovviamente fonte di forte preoccupazione. “In Italia è sempre stata molto importante la sanità pubblica che è in forte rallentamento di investimenti – spiega – ma che è difficile anche da reggere quando questa ci paga mediamente a oltre 400 giorni”.

Per questo Esaote si muove in fretta e va dove trova nuove quote di mercato. “Penso a Cina, Russia, Brasile, Argentina ma anche a crescere in USA. In mercati come Cina o Brasile – spiega Landi – domina spesso il sistema sanitario privato e il numero degli esami medici è in aumento sotto la spinta di richiesta di maggiore salute che viene da quei paesi. In Europa, basata su sistemi sanitari a maggioranza pubblica, i problemi di budget dei bilanci statali si stanno facendo sentire, provocando di fatto una contrazione degli investimenti, solo in parte compensata dalla sanità privata. E, comunque sia, è importante specie in Europa ed in Italia la cultura della prevenzione. Un esempio? Anche se il mercato degli apparecchi medicali è in sofferenza, in Italia e specie nel sud del nostro continente, l’ecografia subisce forse meno riduzioni in quanto è un esame su cui c’è forte richiesta, perché viene percepito come un esame di controllo e prevenzione in modo da “prendere per tempo” i primi sintomi di eventuali malattie oncologiche e degenerative”.

E poi c’è Ribes, la Rete d’Impresa di cui Esaote è capofila. “L’obiettivo di Ribes – dice Landi – è dare competitività al sistema delle piccole imprese della nostra filiera per ottenere vantaggi economici per tutti. Lavoriamo per avere tutti migliori tariffe telefoniche e piani assicurativi e condividere esperienze di controllo costi e realizzazioni tecnologiche. In più la rete Ribes sta permettendo alle PMI della Rete, di scontare a condizioni migliorative le fatture all’interno della Rete stessa, con un plafond bancario aggiuntivo per i nostri fornitori”. Nella sostanza, il fornitore membro di Ribes va in banca, cede la fattura verso la capofila od altra azienda della Rete e a condizioni aggiuntive e migliorative rispetto a quella che otteneva quando non era in Ribes. Intanto Fabrizio Landi immagina il futuro. Descrive una sempre maggiore integrazione fra pubblico e privato per gestire una sanità di qualità in Italia ed Europa, nonostante la crisi dei bilanci degli Stati. In attesa del prossimo viaggio alla ricerca della quota di mercato che prima non c’era.

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