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Festival del cinema d’Indonesia: film, batik e degustazioni di caffè

Diretto da Jacopo Cappuccio, il festival porta a Firenze uno spaccato della cultura indonesiana, tra tradizione e modernità. In programma 7 film in anteprima assoluta. Ospite d’onore la regista Nia Dinata

Ini kisah tiga dara

Sarà Ini Kisah Tiga Dara (Le tre sorelle, ore 18.00), di Nia Dinata (presente a Firenze) il film d’apertura del Festival del Cinema d’Indonesia, diretto da Jacopo Cappuccio, in programma al cinema La Compagnia di Firenze dal 22 al 24 settembre.  Il film è incentrato sulla storia di tre sorelle che gestiscono insieme al padre l’hotel di famiglia a Maumere, tra desiderio di emancipazione e la prospettiva di un matrimonio combinato. Un film che contraddistingue lo stile della regista, impegnata in tematiche sociali, come il ruolo della donna nella società indonesiana.

Oltre a Nia Dinata, al festival ci saranno anche l’Ambasciatrice d’Indonesia a Roma Esti Andayani, il Vice Ambasciatore Mr. Des Alwi, il Consigliere per le relazioni culturali Mr. Charle Hutapea e il Consigliere per le relazioni commerciali, Mr. Aries Asriadi.

In prima serata, il 22 settembre, ci sarà l’alta moda indonesiana, con il Batik Fashion Show (il batik è un’antica tecnica di pittura dei tessuti, oggi patrimonio Unesco), tra affascinanti modelle, ritmi orientali e un carosello di stoffe colorate.

In programma al festival sette film, in anteprima assoluta a Firenze, che testimoniano la presenza sempre più incisiva delle registe nel panorama cinematografico del paese asiatico. Classe 1970 Nia Dinata (al secolo Nurkurniati Aisyah Dewi) è nota per affrontare tematiche ‘scomode’, in un paese che vede la maggiore presenza di fedeli musulmani al mondo e dove parlare di poligamia (Berbagi Suami, 2006), del ruolo femminile (Ini Kisahtiga Dara, 2016) e di omosessualità (Arisan !, (2003 e Arisan ! 2, 2011) non è all’ordine del giorno, anche se non proibito, come testimonia la realizzazione dei suoi film.

“La molteplicità di tematiche affrontate dai film da Nia Dinata – afferma il direttore artistico Jacopo Cappuccio – è indice di come in Indonesia vi sia una fortissima presenza di un Islam assolutamente pacifico e moderato. Non pare casuale che in Indonesia il motto nazionale sia “Unity in Diversity/ Bhinneka Tunggal Ika”, ad indicare la molteplicità di usanze, tradizioni e persino idiomi che si possono registrare nelle diciassettemila isole che compongono il più vasto arcipelago al mondo. E non pare casuale che la Città di Firenze abbia intitolato il proprio Forum Internazionale dei Sindaci di tutto il mondo, proprio Unity in Diversity, a dimostrazione di come tra le due culture ci sia un ponte e una comune apertura verso la pluralità culturale”.

Al festival, ci sarà la significativa presenza di altre due registe: Lola Amaria (Labuan Hati) e Pritagita Arianegara (Saiawaku) che, tra l’altro, oggi lavora insieme a Nia.

Sempre venerdì 22 settembre, alle 22.30, in programma il film Labuan Hati /Il rifugio del cuore (ore 21.30) di Lola Amaria. Le protagoniste del film sono tre donne diversissime tra loro, accomunate dalla passione delle immersioni e dal voler fuggire dai propri problemi: Bia da un matrimonio che non funziona più, Indi da un promesso sposo troppo invadente, Maria dalle proprie paure. Lola Amaria analizza la fragilità dei rapporti umani e in particolare dell’amicizia, sullo sfondo di un’immensa e incontaminata natura, altro tema molto caro all’autrice. La regista ha infatti recentemente celebrato la festa dell’Indipendenza della Repubblica di Indonesia tornando sul luogo delle riprese (a Labuan Bajo) e invitando i turisti ad unirsi in un’attività di pulizia delle coste, nonché ad immergersi con le protagoniste del film.

La regista Pritagita Arianegara affronta invece il tema dell’infanzia negata a causa delle condizioni economiche disagiate di molte famiglie. Il piccolo orfano Salawaku, protagonista dell’omonimo film (Domenica 24, ore 16.30), è costretto a lasciare il proprio villaggio per mettersi alla ricerca della sorella scomparsa, incontrerà sul proprio cammino altri destini come il suo, segnati da eventi dolorosi ma nonostante le sorprese talvolta amare, saprà dimostrare il coraggio e la forza per fronteggiare anche i problemi assai più grandi.

Ancora il tema dell’estrema povertà della popolazione indonesiana, in cui molti giovani cercano di mantenere la propria dignità e il rispetto di se stessi, nonostante le difficili condizioni di vita, al centro del film Pertaruhan/At Stake – Vite in gioco, (Sabato 23 ore 18.00), di Krishto Damar Alam, storia di quattro fratelli sbandati e senza radici che tentano di riunirsi nel tentativo di salvare il loro padre gravemente malato.

Protagonista della serata di chiusura del festival, Domenica 24 ore 18.00 e ore 21.00, il caffè indonesiano: numerosissime le varietà naturali di caffè dell’Indonesia, Gayo, Malabar, Toraja, Luwak, Gorontalo, Pyro, Lampung, solo per citarne alcuni, di cui il Paese è ormai, uno dei principali produttori al mondo, specialmente nella varietà più pregiata, vale a dire il caffè mono-origine (il livello massimo per un caffè, partendo dalla qualità oggi meno valutata, ovvero la qualità robusta, per poi passare all’arabica e al cosiddetto specialty coffee).

Nel film Filosofi Kopi /Vol 1 (ore 18.00) – pluripremiato all’Indonesian Choice Awards 2016; Miglior Film al Maya Awards, 2015; Citra Awards 2014, per il Migliore adattamento e Miglior Editin, all’Indonesian Film Festival (IFF) – il regista Angga Dwimas Sasongko guida lo spettatore attraverso incantevoli piantagioni di caffè seguendo le vicende di Jody e Ben, due amici di vecchissima data che si trovano sull’orlo del fallimento commerciale della loro caffetteria e che, per salvare i loro destini, si metteranno alla ricerca della migliore miscela di tutta l’Indonesia: il caffè perfetto. Il locale “Filosofi Kopi”, che dà il nome al film, esiste veramente a Jakarta ed è considerato uno dei migliori posti della città per bere il caffè.

Nel sequel del film, Filosofi Kopi vol2 (ore 21.00) il regista si sposta dal quartiere cittadino di Malawai a Jakarta alle piantagioni del famoso caffè Toraja, sull’isola di Sulawesi, passando per la Città di Yogyakarta, nell’isola di Giava, famosa per i Batik e per l’arte dell’intaglio del legno, cui il florido mercato balinese deve tanta parte della propria fortuna. Il Regista ha tratto dal lungometraggio anche una serie televisiva e ha dato vita ad una catena di negozi, chiamati “Filosofi Kopi” di cui è comproprietario assieme ai protagonisti del film: una sorta di Planet Hollywood del caffè.

Durante il festival sarà possibile degustare presso il Coffee Bar Ditta Artigianale, una tazzina del pregiato caffè indonesiano (€ 0,50). Sempre al Coffee Bar sarà possibile degustare piatti tipici della tradizione indonesiana.
I film sono proiettati in lingua originali, sottotitolati in inglese e in italiano.
Info: www.cinemalacompagnia.it

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