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Festival del cinema di Berlino, in concorso due film dalla Toscana

In concorso, nella sezione “Generation Kplus”, l’opera prima di Antonio Bigini, “Le proprietà dei metalli”, sostenuto da Toscana Film Commission per il programma Sensi Contemporanei e il film d’animazione di Enzo d’Alò, “Mary e lo spirito di Mezzanotte”, realizzato a Manifatture Digitali Cinema Prato

Film “Le proprietà dei metalli”

Alla Berlinale le location toscane sul grande schermo, per il pubblico internazionale

Le proprietà dei metalli, opera prima di Antonio Bigini, girato a Sestino in provincia di Arezzo, in varie location dell’Appennino tosco-romagnolo e a Badia Tedalda, e Mary e lo spirito di Mezzanotte di Enzo d’Alò, sono i due film che hanno uno stretto legame con la Toscana, selezionati in Concorso alla 73esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, entrambi nella sezione competitiva “Generation Kplus”.

Le proprietà dei metalli è un film sostenuto da Toscana Film Commission, nell’ambito del programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, che ha visto anche un’inedita collaborazione con l’Emilia-Romagna Film Commission; Mary e lo spirito di Mezzanotte, film d’animazione, è invece stato realizzato grazie ad un bando di residenza, lanciato da Toscana Film Commission a Manifatture Digitali Cinema Prato, dove sono state create gran parte delle animazioni. Le musiche del film sono inoltre state create nell’ambito del Chigiana Film Scoring Intensive Program, laboratorio di alta specializzazione, lanciato da Toscana Film Commission, in collaborazione con l’Accademia Chigiana di Siena.

I due film sono la dimostrazione della grande vitalità del cinema realizzato in Toscana, nei diversi generi e linguaggi, anche per quel che riguarda i film dedicati ai ragazzi, un filone non molto praticato in Italia, pur essendo di rilevanza strategica per l’accrescimento culturale dei giovani e giovanissimi, la trasmissione di valori positivi e l’avvicinamento del pubblico al cinema di qualità.

L’opera prima di Antonio Bigini, “Le proprietà dei metalli”, è un ritratto dell’Italia rurale degli anni ’70

Il primo titolo, Le proprietà dei metalli, ci riporta negli anni Settanta, in un piccolo borgo dell’Italia Centrale, dove vive Pietro, un bambino cresciuto da padre duro e problematico, a causa di dissesti finanziari. Il piccolo Pietro manifesta doti misteriose: piega i metalli al solo tocco, per questo, uno scienziato americano comincia studiare il suo caso. Gli esperimenti porteranno Pietro a contatto con il mondo dell’invisibile, dove le leggi della fisica lasciano il passo a pulsioni profonde. Liberamente ispirato a una vicenda poco nota, il film va ad indagare sul fenomeno dei cosiddetti minigeller, quei bambini che alla fine degli anni Settanta, dopo aver assistito all’esibizione televisiva dell’illusionista Uri Geller, apparentemente in grado di piegare chiavi e cucchiai con la forza mentale, hanno cominciato a manifestare fenomeni simili. Casi di minigellersi sono verificati un po’ in tutta Europa. Due professori universitari italiani dal 1975 al 1980 hanno condotto studi scientifici su alcuni di questi bambini, raccogliendo i risultati delle loro esperienze in un corposo dattiloscritto, mai pubblicato.  “In un momento di rapida trasformazione come quello che stiamo attraversando” – afferma il regista in una nota stampa – “penso che si avverta il bisogno di storie autentiche che sappiano andare alle radici di quello che siamo. La storia di Pietro è una storia minima, fatta di pochi personaggi, che si svolge prevalentemente in interni. È una storia scandita da oggetti banali come chiavi, coltelli, cucchiai. Credo che in questa semplicità risieda parte della sua universalità. Gli anni Settanta sono stati il momento in cui l’Italia ha definitivamente rinunciato alla sua millenaria identità contadina per sposare la via del neocapitalismo. La vicenda di Pietro racconta gli ultimi bagliori di un paganesimo rurale, già contaminato dalla civiltà dei consumi”.

“Mary e lo spirito di Mezzanotte”, il maestro d’animazione, Enzo d’Alò, torna ad affascinare il suo pubblico

L’atro titolo selezionato alla Berlinale, Mary e lo spirito di Mezzanotte, è firmato da Enzo d’Alò (La freccia azzurra, La Gabbianella e il Gatto, Momo alla conquista del tempo, Opopomoz e Pinocchio), regista, sceneggiatore e maestro dell’animazione. L’opera porta sul grande schermo un appassionante racconto di formazione con protagonista Mary, esuberante ragazzina dalla faccia tosta e la sua avventura tra passato, presente e futuro, in un’incantevole Irlanda dai colori vividi e dai paesaggi mozzafiato. Una storia resa ancora più affascinante grazie, tra gli altri, al design di Peter De Sève (L’Era Glaciale, Mulan, Alla ricerca di Nemo), alle musiche di David Rhodes (La Gabbianella e il Gatto) e al candidato ai Golden Globe e vincitore di un Emmy Award, Brendan Gleeson, che ha prestato la voce a Paddy, il padre di Mary. Liberamente tratto dal romanzo La gita di Mezzanotte, di Roddy Doyle, edito in Italia da Guanda, il film è scritto da Enzo d’Alò e Dave Ingham e prodotto da Paul Thiltges Distributions, Aliante, Jam Media, GOAG Productions, Rija Films, Amrion Production e Fish Blowing Bubbles, con il contributo di Film Fund Luxembourg, Eurimages, Ministero italiano della Cultura, Toscana Film Commission e Regione Campania.

La Regione dedica al cinema oltre 5 milioni di euro dei Fondi Fesr: un investimento che genererà un forte ritorno economico e turistico per la Toscana

Gli ottimi risultati del cinema della Toscana, sono generati anche grazie all’importante sostegno regionale: quest’anno, per la prima volta nella sua storia, la Regione Toscana utilizzerà per lo sviluppo dell’industria audiovisiva i Fondi europei Fesr destinati alle imprese. A disposizione del comparto cinema e audiovisivo ci sono infatti 5.950.000 per il periodo 2023 – 2025, che saranno assegnati tramite bando pubblico, consentendo uno sviluppo territoriale, l’aumento occupazionale e genereranno un ingente indotto economico.

Il rilevamento dei dati, realizzato Toscana Film Commission, ha messo in evidenza come, nel 2022, sono stati oltre 160 i progetti realizzati in Toscana, tra lungometraggi, serie tv, documentari, corti, format tv, spot commerciali. I giorni di ripresa sono stati in tutto circa 900, le professionalità tecniche locali impegnate sui set oltre 700, le imprese locali oltre 700, generando un ritorno economico di spesa sul territorio di oltre 13 milioni di euro.

Il nuovo strumento finanziario messo a disposizione dello sviluppo dell’industria audiovisiva in Toscana, non potrà pertanto che fare da moltiplicatore alla ricaduta positiva sul territorio in termini economici, occupazionali e per la realizzazione di film e prodotti audiovisivi che promuoveranno la Toscana e il suo  territorio nel mondo.

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