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“Festival di Cinema e Donne” Alla “50 Giorni” il mondo femminile

"For love or money" è il tema della manifestazione di quest’anno. Un appuntamento che si ripete da ben 34 anni

Donne_Maria+de+Medeiros

Il testimone della "50 Giorni di cinema" che si sta tenendo al cinema Odeon, passerà, dal 30 novembre al 5 dicembre al Festival Internazionale di Cinema e Donne, diretto da Paola Paoli e Maresa D’Arcangelo.

Un appuntamento ormai consolidato nel panorama cinematografico italiano, che si ripete da 34 anni, per fare il punto sull’universo femminile letto dal cinema e sul cinema realizzato da donne, portatrici da sempre di messaggi alternativi rispetto a quelli dominanti.

For Love or Money, il titolo di quest’anno, richiama infatti la capacità tutta femminile di portare nella società un complesso di sentimenti e punti di vista che arricchisce la cultura dominante, tutta al maschile, legata al denaro. In un periodo in cui l’economia globale sta vivendo profondi cambiamenti, il festival propone interrogativi stringenti e attuali. Ad esempio su come le donne raccontano al cinema la crisi mondiale. E ancora il ruolo giocato dalle contrapposizioni tra amore e denaro nella vita quotidiana delle giovani donne.

A giudicare dai film proposti dal festival, la strada da fare per l’affermazione dei diritti delle donne è ancora lunga. Da notare infatti come un film muto del 1916 e un film del 2012 raccontino entrambi di donne che, a causa di difficoltà economiche, cedono al ricatto sessuale da parte di uomini. Il film del  1916 è Shoes, di Loïs Weber,  e racconta di una povera commessa che a causa di difficoltà familiari non può permettersi di comprare un paio di scarpe se non cedendo alle lusinghe di un corteggiatore. Il film del 2012 è di Aida Begic e si intitola Buon anno Sarajevo, vincitore di premi importanti, due folgoranti presenze a Cannes, di cui l’ultima nel 2012 e in uscita a gennaio 2013. In questo film siamo nella Serajevo di oggi dove il miraggio inarrivabile è l’acquisto di un I phone. Ad Aida Begic, creatrice di un personaggio di donna giovane a tinte forti e universale per la caparbietà con cui si batte contro tutti i pregiudizi di sesso, razza religione, nella vita quotidiana, va il XV Premio Sigillo della Pace, organizzato in collaborazione con il Comune di Firenze.

Il Premio Gilda invece va a Maria de Medeiros, l’attrice lusitana più nota a livello internazionale. Nei suoi film racconta la rivoluzione dei Garofani, che affrancò il Portogallo da una lunga arretratezza politica e sociale nel 1974 (Capitani d’aprile), impersona Eleonora De Fonseca Pimentel, protagonista della rivoluzione napoletana del 1999, per mano sapiente di Antonietta De Lillo: Il resto di niente, uno dei più bei film di storia delle donne. E, di recente, diventa Maria, protagonista del bel film portoghese anteprima di Serge Tréfaut Viagem a Portugal, presentato in anteprima al festival, odissea contemporanea dei respingimenti continui in aeroporto di persone sospettate soltanto di voler vivere e lavorare in Portogallo.

In programma anche l’anteprima nazionale di Under Snow, di Ulrike Ottinger, alla presenza della regista e Eu gosto de ser mulher… Rendere visibile la violenza domestica in Europa), di Silvia Lelli, una proiezione in anteprima italiana, che si tiene il 2 dicembre, a pochi giorni di distanza dalla giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre, alla presenza della regista e delle rappresentanti dell’Agenzia Nazionale LLP.

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