Fidarsi o meno di un volto

Ci mettiamo un decimo di secondo per formare un pre-giudizio su chi abbiamo davanti. E' lo studio del Laboratorio di Psicofisiologia cognitiva dell'Università di Firenze

Il cervello impiega 120 millisecondi per decidere se fidarsi o meno di una persona appena conosciuta. Passa un attimo: poco più di un decimo di secondo, ed è già scattato il nostro giudizio positivo o negativo sul volto che abbiamo davanti. E' questo il risultato, per certi versi sorprendente, della ricerca sviluppata dai ricercatori del Laboratorio di Psicofisiologia cognitiva dell'Università di Firenze. Un lavoro durato poco meno di quattro mesi per la equipe della professoressa Maria Pia Viggiano assieme a Tessa Marzi, Stefania Righi, Sara Ottonello e Massimo Cincotta.

La “fotografia istantanea” del nostro cervello prende forma senza che ce ne rendiamo conto e precede il giudizio consapevole che maturerà nei momenti successivi. Una sorta di meccanismo automatico di cui sarebbe dotato il nostro cervello e che si ipotizza provenga dall'evoluzione e dalla sua funzione adattiva in corrispondenza di uno stimolo emotivo collegato al visione di un volto. Questo studio potrebbe essere collegato ad un altro che trasferisce significati di maggiore o minore affidabilità alle caratteristiche di un volto.

25/06/2013