Cultura/

Firenze da cartolina o da brivido: una questione di set

Il doppio volto del capoluogo toscano nell’immaginario cinematografico

Anthony Hopkins protagonista di Hannibal

Firenze è la città dei monumenti e delle strade rinascimentali, delle opere d’arte apprezzate in tutto il mondo e dei giardini all’italiana, delle carrozze a cavallo guidate dai fiaccherai per le vie del centro con in capo il cappello di paglia lavorato a Signa.

La Firenze da cartolina è quella fotografata nei film Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli, che racconta la pacata vita in città di un gruppo di signore inglesi prima della seconda guerra mondiale, i cambiamenti portati dalla guerra e, infine, la liberazione. Memorabili le scene del film in Piazza della Signoria, alla Galleria dei Uffizi e alla Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana.

E ancora Firenze nell’800 in Camera con vista, di James Ivory, Ritratto di signora di Jane Campion, mentre le dolci colline sono immortalate in “Molto rumore per nulla” di Kenneth Branagh. La commedia shakespeariana trasposta sul grande schermo, che ha visto come interpreti Denzel Washington, Emma Thompson, Michael Keaton e lo stesso Kenneth Branagh, è stata girata nell’antica villa di campagna Villamaggio a Grevi in Chianti.

Tutt’altra Firenze è quella immortalata nel film di Ridley Scott, Hannibal, tratto dal romanzo “Il silenzio degli innocenti” di Thomas Harris, nelle scene girate a Palazzo Capponi o sul Ponte Vecchio. La Firenze di Hannibal, dove è ambientata la parte seconda del romanzo e il secondo tempo del film, è una città oscura e sinistra. Così come inquietante sarà la Firenze che apparirà nel film destinato a trasporre sul grande schermo il romanzo Inferno, di Dan Brown. Toni gotici, crimini e misteri, che raccontano un altro volto della bella Firenze.

 

 

 

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