Cultura/

“Firenze Estate 21” il primo romanzo di Michele Baldini nato durante la pandemia

La prima opera letteraria del giovane scrittore originario di San Miniato pubblicata da Scatole Parlanti Edizioni racconta una Firenze diversa dal solito

Michele Baldini

Se lo incontrate in giro nei luoghi della Firenze che conta forse potrete rimanere intimiditi dal suo aspetto severo, elegante e intellettuale un po’ da professore universitario.

Invece Michele Baldini non è assolutamente così, nonostante abbia militato in una delle band più innovative della scena fiorentina (i Piet Mondrian), nonostante scriva sulla free press più cool del momento (Lungarno) e nonostante abbia da poco pubblicato il suo primo romanzo, facilmente si aprirà con un sorriso e forse anche con una risata insieme a voi.

“Firenze Estate 21” questo è il titolo della sua prima opera letteraria di questo giovane scrittore originario di San Miniato pubblicata da Scatole Parlanti Edizioni che racconta una Firenze diversa dal solito.

Una storia in cui tra luglio e agosto 2021 si intrecciano le vite di Marco e Vittoria, una giovane coppia, e soprattutto Lucia vero motore della narrazione e personaggio impossibile da inscatolare.

“Ho scritto il romanzo durante la “fase 1” della pandemia nel 2020, – ci ha raccontato Michele Baldini – in realtà sono tante storie insieme, come un puzzle di tanti personaggi ed episodi che mi sono capitati nella vita e che vedevo bene condensati in quei giorni”.

Quindi possiamo dire che i protagonisti sono persone che conosci o hai conosciuto?

Sì, sono ispirati a persone che ho conosciuto direttamente o di cui mi hanno raccontato.

Verrebbe da dire attenzione a essere amici di Michele Baldini…

Ne posso parlare anche bene, per cui uno ne potrebbe essere contento.

La Firenze che tu racconti non è la solita città pensata per i turisti, da cartolina diciamo

Io non sono di Firenze e non lo sarò mai, per cui mi sono permesso di raccontare Firenze e amarla profondamente, in particolare le zone che conosco meglio, in larga parte quelle più periferiche.

Perchè una persona dovrebbe comprare il tuo libro?

Dovrebbe comprarlo se appartiene alla generazione che va dal ’79 all’85 (che è anche la mia) e vuole riconoscersi in qualcuno ma non sentirsi giudicato, senza prendersi troppo sul serio, magari esorcizzando i nostri difetti (soprattutto per quanto riguarda la coppia di Marco e Vittoria). Di Lucia invece si può dire tutto e niente, è una persona che ce la fa nonostante non si capisca come, che ha un suo modo di ragionare completamente fuori dalla razionalità, che è una persona buffa ma allo stesso tempo pericolosa per chi gli sta troppo vicino. Penso sia l’amica/nemica (o amico/nemico) che tanti si sono ritrovati accanto. C’è la necessità di stargli vicino ma non troppo.

Pensi che questo sarà il primo romanzo di una lunga serie?

Diciamo che ho scritto anche altre cose, anche se sì questo è il mio primo romanzo. Sono un esordiente di 40 anni quindi non proprio “da svezzare”. Non so cosa mi riserva il futuro né cosa farò da grande. Mi piacerebbe che questo fosse il primo capitolo di una serie con questi stessi personaggi e questa ambientazione, io l’ho pensata così. Non rivelo il finale, ma mi sono lasciato in magazzino altri spunti. E’ come se questo fosse il “pilota”.

Hai suonato nei mitici Piet Mondrian che come sappiamo ormai sono sciolti, hai appeso la chitarra o meglio il synth al chiodo?

Non ho al momento gran chè a livello autoriale da dire dal punto di vista musicale. Se si ricrea la chimica per suonare o far partire un nuovo progetto musicale mai dire mai.

Forse in questo momento della tua vita per esprimerti preferisci la forma della scrittura rispetto alla musica?

La musica è bellissima e ti permette di esprimere non sempre in una forma compiuta quello che vuoi dire ma allo stesso tempo riuscire a dare emozioni. Tutta via c’è un problema molto poco concettuale e più pratico rispetto allo scrivere. Tra la sala prove e il palco c’è una serie di lavori di fatica e facchinaggio che bisogna fare in maniera anche molto precisa. La scrittura invece è molto più leggera in tutti i sensi. Richiede molta concentrazione e meno empatia con gli altri ma per il momento la preferisco. 

Firenze Estate 21

 

 

 

I più popolari su intoscana