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Firenze, sì al Museo del Ciclismo

Dalla Provincia via libera alla costituzione dell’Associazione per la promozione, valorizzazione e gestione del Museo del Ciclismo, "ex" Museo Bartali

museo ciclismo

Approvata dal Consiglio provinciale di Firenze la delibera per la costituzione dell’Associazione per la promozione, valorizzazione e gestione del Museo del ciclismo, d’intesa con la Provincia di Firenze, il Comune di Firenze e quello di Bagno a Ripoli. Approvati contestualmente l’atto costitutivo e lo statuto. La delibera è stata illustrata dall’assessore alla Sport Sonia Spacchini che ha lamentato come, dopo aver sottoposto i necessari passaggi al Coni, non vi sia stata risposta. "Il museo – ha spiegato Sonia Spacchini – è dedicato a Gino Bartali ma abbiamo farlo diventare ‘Museo del ciclismo’ per abbracciare uno spettro più ampio, allargando il numero di soggetti che possono portare valore aggiunto alla struttura. Non entro nel merito di questioni legate alla famiglia Bartali. C’è una vicenda di carattere processuale ancora aperta. Sarà la magistratura a dire chi sono i detentori di quel patrimonio".
Dispiacere, da parte del consigliere della Lega Nord Marco Cordone, "perché non c’è il coinvolgimento della famiglia Bartali e, d’altra parte, duole l’assenza del Coni". Da Samuele Baldini (Gruppo Misto) la richiesta "che tutto si possa completare entro l’apertura dei Mondiali di ciclismo" e la sottolineatura della "superficialità del Coni". Per Andrea Calò (Rifondazione) "sI deve accelerare la procedura: chi ha avuto il tempo per esperire i necessari interventi non lo ha fatto. Sono molto rispettoso delle associazioni, ma il Coni devo capire che gioco fa". "Validità dell’inziativa" sottolineata da Andrea Cantini (Idv), mentre Piergiuseppe Massai (Pdl) rileva che i risultati del Museo "sono stati finora inesistenti: la famiglia Bartali si è risentita perché i cimeli dovevano essere valorizati e questo non lo si è fatto. In ogni caso facciamo gli auguri per la nuova struttura". Da Silvia Melani (Pd) l’osservazione che "si sia fatto fino adesso tutto il possibile nonostante aspetti di complessità". La delibera è stata approvata con i voti di Pd, Idv, Rifondazione comunista e Lega. Pdl e Gruppo Misto si sono astenuti.

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