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Florens, in Palazzo Vecchio in scena “Il Nuovo Rinascimento”

Un convegno per ripercorrere la storia di Firenze e capire come rinvigorire lo spirito innovativo e rinnovativo che la caratterizzò tra il Quattrocento ed il Cinquecento

Si è svolgerà sabato 20 novembre a Firenze (Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio, ore 9.30, ingresso libero) il convegno “Il Nuovo Rinascimento: Firenze tra passato e futuro. La cultura come leva dell’economia”, organizzato da Confartigianato Imprese Firenze nell’ambito degli eventi di Florens 2010, Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali. A parteciparvi, storici, giornalisti, manager ed imprenditori di primo piano: Franco Cardini, docente di Storia Medievale dell’Istituto Italiano Scienze Umane; Zeffiro Ciuffoletti, docente di Storia contemporanea dell’Università degli Studi di Firenze; Luigi Di Marco, presidente di Federmanagement; Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato Imprese e Gianna Scatizzi, presidente della Confartigianato fiorentina, moderati dal giornalista Paolo Brosio.

I relatori offriranno varie letture del Rinascimento e della contemporaneità, inquadrandoli in prospettive diverse (demografica, politica, economica, filosofica, artistica) che si interconnettono però di continuo, trovando comune fondamento nella centralità della “persona”. Ripercorreranno così la storia della città, cercando di capire se, ancora oggi, i fiorentini posseggono quello spirito rinnovativo ed innovativo che caratterizzò il Rinascimento.

“Quando si verificano grossi sconvolgimenti – spiega Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze – oggi, come nel passato, sono due gli atteggiamenti che è possibile adottare: rimanerne schiacciati oppure cercarvi delle opportunità di cambiamento, così come Firenze scelse nel Rinascimento. Una Firenze innovativa, in grado di proporre un concetto diverso di lavoro (quello che, abbandonando standardizzate consuetudini secolari, si centrò su qualità e capacità personali), di valorizzarlo come parte attiva della società e di inquadralo in un mondo per la prima volta globale, centrato su Firenze. Una su tutte: il ruolo di ‘dollaro del tempo’ assunto dal fiorino, moneta ufficiale di scambio in tutta Italia ed Europa”. Sono quasi 900.000 le imprese italiane che fanno parte del sistema economico integrato dei beni culturali: attività che oltrepassano quelle “tradizionali” (fruizione dei beni culturali, audiovisivi, editoria ecc), percorrendo tutta la struttura produttiva nazionale: dall’enogastronomia alle produzioni di natura industriale e artigiana, per arrivare all’architettura, all’edilizia di riqualificazione, all’illuminotecnica e al restauro.

“Il comparto – commenta Giorgio Guerrini, presidente nazionale di Confartigianato – costituisce un elemento cardine del Made in Italy, registrando peraltro performance di crescita significative negli ultimi anni rispetto al resto dell’economia. Queste aziende, nonostante siano di dimensione medio-piccola (o forse proprio grazie a questo) si caratterizzano per maggiore attenzione all’innovazione e alla ricerca, maggiore coinvolgimento con le istituzioni e le associazioni di categoria, maggiore apertura sui mercati esteri”.

L’Iniziativa fa parte degli eventi organizzati da Confartigianato nell’ambito di Florens che comprendono la mostra di capolavori dell’artigianato artistico fiorentino “La stanza della meraviglia”, fino al 21 novembre a Palazzo Vecchio; gli incontri di “Florens didattica” tra artigiani e bambini; “Botteghe walks”, itinerario tra oltre sessanta tra le più interessanti botteghe cittadine; ed Incoming tra artigiani e buyer stranieri.

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