Giorgio Canali in concerto a Firenze: ‘l’amore è la mia ragione di vita’

di Costanza Baldini

Intervista al cantautore che dopo sette anni torna con un nuovo disco ‘Undici canzoni di merda con la pioggia dentro’, sabato 17 in concerto al Glue Alternative Concept Space

Già anima dei CSI, CCCP, PRG, Giorgio Canali è uno degli ultimi romantici maledetti della scena musicale italiana. Solca implacabilmente il mondo contemporaneo con un misto di timidezza, arroganza e dolcezza che è solo suo. L'ottavo attesissimo album della sua discografia “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro” arriva sette anni dopo l'uscita di “Rojo” e due anni dopo l'album di cover “Perle per porci”. Canali sarà in concerto al Glue Alternative Concept Space sabato 17 novembre. Ecco la nostra intervista.

Ciao Giorgio partiamo dal titolo che si ricollega alla canzone ‘Orfani dei cieli’ di Rojo, come mai questa scelta, c’è la volontà di riprendere un discorso interrotto?
È un titolo che girava nella mia testa da molto tempo e partiva da quella frase che non credo neanche fosse mia. Credo di averla rubata a un commento su facebook che mi era piaciuto moltissimo. Era un commento a una canzone piagnucolosa che parlava di pioggia, il tipo diceva ‘che due palle queste canzoni di merda con la pioggia dentro, mi hanno rotto il cazzo’.  Me ne sono appropriato per ‘Orfani dei cieli’, non so neanche chi sia l’autore. Mi piacque talmente tanto quella frase che mi sono autocitato ed è diventato il titolo dell’album ancora prima che l’album esistesse.

Hai dichiarato che hai fatto questo disco anche perché ai concerti ti rompevano le scatole chiedendoti sempre: ‘quando fai un disco nuovo’, ti hanno talmente rotto che alla fine hai dovuto farlo per forza, è vero?
È un bello stimolo, quando la gente continua a venire ai concerti e dice ‘si però è ora che tu scriva dei pezzi nuovi, siamo stufi di sentire sempre le stesse cose’, è una buona ragione per darsi una mossa come si dice in Romagna. La mossa cercai di darmela anche setto-otto anni fa ma non ci fu verso. Finchè quest’anno non mi sono venute delle parole più che decenti, credo. Penso che dal punto di vista della scrittura questo sia il mio più bell’album. Non lo dico mai, l’ho pensato in passato per ‘Nostra signora della dinamite’. Sono veramente convinto di questa cosa, e penso che anche la parte musicale dell’album sia veramente figa.

Devo ammettere che questo disco mi piace davvero moltissimo, soprattutto per i testi che trovo poetici e incisivi allo stesso tempo. Nel nuovo disco parli di tanti argomenti che troviamo tutti i giorni nelle cronache: razzismo, femminicidio, terrorismo. Mi ha colpito molto la canzone ‘Undici’ quando parli di ‘Gente che passa la vita a dire “sì” ad obbedire poi procrea solamente per avere qualcuno da comandare’…
Dimmi che non ne conosci, se mi dici che non ne conosci io ti dico ‘hai ragione non è vero’. Ne ho troppi di esempi davanti agli occhi.

Non so bene come dirtelo ma questo mi sembra un disco molto romantico, un disco di una persona che sta provando un grande amore in questo momento
Tutti i miei dischi sono un po’ così, l’amore non si vive a metà, per frasi fatte, l’amore si vive con frasi forti e immagini pesanti. Credo che sia la mia ragione di vita numero uno, la numero due è salire sul palco, ma la numero uno è quella. Se io non avessi qualcuno da cercare, da volere, da desiderare, da amare, probabilmente mi sarei fatto fuori da un pezzo, perché è l’unico motivo che mi tiene in vita. Poi è vero che c’è un sacco di gente che se ne sbatte i coglioni e preferisce la carriera, il successo o l’agio economico a quello, però poveretti, sono cazzi loro, non miei.

Mi ha colpito anche un’altra frase in cui dici ‘È facile essere felice, basta non essere me’
È un vecchio gioco, il mio pessimismo cosmico, il mio nichilismo universale. Mi prendo un po’ per il culo in realtà. Comunque in fondo chi cerca la felicità spesso la trova nella cosa sbagliata quindi meglio non cercarla e semplicemente aspettarla.



So che sono anni che non vai più a votare, lo dichiari apertamente. Ora che Salvini è al governo come la mettiamo?
È colpa mia, no? Non sono andato a votare, quindi è colpa mia. Va bene, ci sto. Mi piace anche che sia al governo, voglio vedere la fine di tutto. 'Voglio un posto in prima fila mentre tutto crolla', mi autocito continuamente. Che cazzo, sono nato in un mondo di merda, mediocre, molto triste, che almeno ci sia qualcosa di spettacolare. Il problema è che non è spettacolare neanche questo crollo etico. È di crollo etico che si parla. L’etica non esiste più con quelli lì al governo, possono fare e fanno quello che gli pare.

Ma te lo sei chiesto (perché io me lo chiedo) come andrà a finire? Che fine faranno?
Non lo so, spero che arrivi una ‘piazzale Loreto’. Sai come si dice, l’ho anche scritto in ‘Aria fredda del nord’: ‘conclusioni necessarie di fasi storiche mai più giunte’. Non so se questa frase ti dice qualcosa, è una citazione del comunicato del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) sulla fucilazione di Mussolini.

Mi chiedono che scaletta farai al Glue
In questo momento stiamo suonando tutto l’album più una decina di pezzi vecchi perché sennò ci facciamo picchiare. L’intenzione è di suonare tutti i pezzi dell’album, è la prima volta che lo facciamo, ma penso che si meriti di essere eseguito tutto dal vivo anche quando lo facciamo male.

Penso che questo sia uno di quei dischi che danno un po’ una mano a vivere meglio
Che bello, grazie, queste frasi qua fanno molto bene.

12/11/2018