Giorgio Poi, Nicolò Carnesi e Lorenzo Kruger al Tender per la ‘Color Fest’

di Costanza Baldini

Venerdì primo dicembre tre dei migliori cantautori italiani si divideranno il palco fiorentino

Arriva a Firenze la ‘Color Fest’, rassegna dedicata alla musica e all’arte indipendente, promossa dall’associazione culturale Che cosa sono le Nuvole con la direzione artistica di Mirko Perri. Sarà un appuntamento ricco di buona musica quello fissato per il 1 dicembre al Tender Club. Alla serata parteciperà il cantautore siciliano Nicolò Carnesi, uno dei nomi più brillanti della nuova generazione di cantautori italiani. Il songwriter siciliano porterà dal vivo il suo terzo disco Bellissima Noia. Sul palco salirà anche Lorenzo Kruger il frontman dei Nobraino che porterà in scena un live particolare voce e pianoforte reinterpretando le canzoni più significative del suo percorso musicale. Infine chiuderà la serata Giorgio Poi il cantautore dall’anima cosmopolita che ha fatto centro al primo colpo con il disco ‘Fa Niente’ un album di canzoni d’amore personali, malinconiche e psichedeliche.

Ecco la nostra intervista!

Ciao Giorgio hai vissuto a Lucca, in Toscana, poi a Londra, dici che sei di Roma e ora vivi a Bologna, è tutto giusto?

Nel frattempo ho vissuto anche a Berlino

Come vivi questo tuo essere ‘apolide’?

È sempre stato così, i miei genitori si sono spostati spesso quando ero bambino. Lucca è stata una delle ‘tappe’ della mia infanzia. Poi al liceo ho cominciato a girare per conto mio, prima Londra, poi Berlino e adesso sto a Bologna. Non so come me la vivo, mi sono sempre spostato, non conosco una lunga stabilità. Roma è stata più ‘casa’ perché ho finito le elementari lì e  il liceo.

Ho letto che il tuo disco ‘Fa niente’ è nato proprio grazie alla lontananza dall’Italia

Semplicemente ho avuto un’attrazione esotica per l’italiano come lingua e per la musica italiana. Improvvisamente mi sono accorto che questi suoni e questo modo di fare canzoni mi affascinava, lo sentivo nuovo e allo stesso tempo molto familiare, è una cosa in mezzo a cui sono cresciuto. Quindi mi è venuta la voglia di  scrivere in italiano, provarci almeno, non l’avevo mai fatto prima e non sapevo come mi sarei trovato, mi è piaciuto.

Curiosamente il disco del tuo altro gruppo i Cairobi e il tuo disco solista sono usciti nello stesso anno, una cosa stranissima, contro ogni regola di marketing esistente? Come ti dividi in queste due realtà sia per i live che per la scrittura-composizione?

Ti spiego come sono andate le cose. In realtà ‘Fa niente’ è nato proprio perché c’erano enormi ritardi sull’uscita del disco dei Cairobi. C’è voluto moltissimo a farlo uscire e io ho avuto del tempo libero che ho utilizzato per scrivere un altro album in italiano. Nel momento in cui sono usciti in contemporanea io ho dovuto dare la precedenza all’ultima cosa che avevo fatto. Per cui al momento il progetto Cairobi è un po’ ibernato.

Il titolo ‘Fa niente’ mi incuriosisce molto perché mi sembra una frase che dice uno che si è rassegnato, non pensi che invece le nuove generazioni debbano svegliarsi,  ribellarsi e far sentire la loro voce?

In realtà non vedo ‘Fa niente’ come un titolo di rassegnazione, anzi per me è proprio un invito a fregarsene delle conseguenze e quindi ad agire, a fare quello che si vuole fare, senza stare troppo a pensare. Un incoraggiamento all’azione.

Fa niente è uscito un anno fa, un anno in cui è successo di tutto, possiamo dire che sei ‘diventato famoso’, come vivi questo momento di gloria?

Mah famoso non saprei, sono altri forse. Sono contento che la mia musica abbia girato, sia stata ascoltata, ho fatto tanti concerti. Non è una cosa che mi è piombata addosso all’improvviso, sono tanti anni che suono, questo è il mio terzo disco ‘d’esordio’. Non sono più un ragazzino, non mi ci sono perso dentro più di tanto. Quello che mi interessa è continuare a divertirmi a scrivere, questa è la cosa più importante, poi se qualcuno mi ascolta io ne sono felice.

Stai già scrivendo qualcosa di nuovo?

Sì in questi mesi nei pochi intervalli che ho avuto tra i concerti qualcosa ho scritto, ma non è arrivato ancora per me il momento di fermarmi e iniziare a ragionare sul nuovo disco. Ma ho già dei pezzi che andranno a costituire il nuovo album.

27/11/2017