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Giovani e lavoro: la “ricetta” di Rossi

Il Governatore: "Abbiamo festeggiato il 1 maggio pensando concretamente ai precari"

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Il primo maggio non si è dimenticato dei precari. Almeno in Toscana. “Come giunta regionale – sottolinea il presidente Enrico Rossi – abbiamo infatti onorato la festa del lavoro approvando, ieri, una delibera che estende la mobilità in deroga ai precari e un secondo atto che istituisce compensi retribuiti per i lavoratori in formazione, vigilando che stage e tirocini siano davvero utilizzati come formazione”. Rossi approfitta del consueto incontro settimanale con i giornalisti per tornare sui temi dell’economia e del lavoro. Poco prima aveva parlato dell’arrivo, in giornata, di un centinaio di profughi africani. “Ma più che gli immigrati, su cui alcune forze politiche al governo e qualche paese straniero ha fatto solo una grande rappresentazione – taglia corto -, mi sembrano altri i fenomeni dalla dimensione inaccettabile. Sono inaccettabili i 50-60 mila giovani disoccupati in Toscana. E’ inaccettabile che altrettanti, alla vigilia del primo maggio, abbiamo perso il lavoro. Come è insopportabile che ci siano chi, a volte, utilizza gli stagisti come lavoratori sottopagati”.

“Non possiamo fare tutto, ma crediamo che qualche possa essere fatto – aggiunge Rossi – Quello che abbiamo deciso di fare per i pr ecari non è certo un provvedimento risolutivo, ma comunque importante. Soprattutto siamo stati i primi in Italia a farlo”.

Mobilità in deroga per i precari L’accordo con le parti sociali è stato firmato una decina di giorni fa ed è già operativo. Potranno continuare a beneficiare della cassa integrazione in deroga anche gli appredisti licenziati. Ma la vera novità è la scelta di estendere la mobilità in deroga agli apprendisti licenziati e a tutti i precari e atipici, che potranno contare sull’80 per cento della retribuzione, fino ad un massimo di 640 euro al mese, per quattro mesi. “I lavoratori atipici continuano a crescere e dobbiamo considerarli” commenta Rossi. Lo stesso provvedimento prevede una scivolo di dodici mesi per chi, licenziato, è prossimo alla pensione o laddove è prevista una reindustralizzazione del sito, come per la ex Eaton a Massa-Carrara.

Veri stage e tirocini, pagati Cambia tutto anche tirocinanti e stagisti. Anche in questo caso la Toscana, prima regione d’Italia, ha deciso di disciplinare tirocini e stage, ponendo vincoli ben definiti e precisi per scoraggiarne un uso distorto. Non a caso stage e tirocini sono proliferati negli anni della crisi. Un’intesa è già stata firmata con le associazioni di categoria. “Successivamente – aggiunge Rossi – ci dovremo incontrare con gli ordini e le associazioni professionali”. Il presidente della Toscana fornisce anche qualche numero: i giovani toscani impegnati in stage e tirocini sono ventimila l’anno. “Nei paesi civili per i lavoratori in formazione sono previsti contributi e ci sono controlli per verificare che ci sia davv ero formazione. E’ quello che abbiamo previsto”. La Regione ha messo a disposizione 30 miioni per i prossimi tre anni: serviranno a pagare i 400 euro garantiti ad ogni stagista e tirocinante,la metà ce li mette la Regione e il resto l’azienda. Per adesso è solo facoltativo. Quando sarà approvata una legge regionale diverrà obbligatorio. Inoltre sono previsti incentivi alle aziende, fino a 8.000 euro, che, alla fine dello stage, decideranno di stabilizzare i lavoratori.

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