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Giovani toscani sul Treno della Memoria: diventeranno testimoni di civiltà

Partito con due ore di ritardo a causa della neve il convoglio speciale della Regione che porta 500 studenti della Toscana nei lager nazisti

È partito alle 13 di oggi dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze – con un ritardo di due ore dovuto alla neve al Brennero – il Treno della Memoria, il convoglio speciale ideato da Ugo Caffaz e promosso della Regione per consentire agli studenti della Toscana di vedere con i propri occhi l’orrore dei campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau.

Dal 2002 – anno del primo viaggio – ad oggi – nona edizione – oltre 6000 ragazzi delle scuole superiori toscane hanno avuto modo di intraprendere in prima persona il tragitto che ripercorre esattamente il viaggio dei deportati ebrei, che nel 1943 partirono sui carri piombati dal binario 16 della stazione fiorentina per non farvi, nella maggioranza dei casi, più ritorno.
Fermato dall’influenza il presidente Enrico Rossi si è detto orgoglioso, nei giorni scorsi, di essere riuscito a garantire la celebrazione del viaggio anche quest’anno, malgrado i tagli sui bilanci.

Il percorso formativo dei ragazzi presenti sul Treno parte da lontano, preparato da meeting e incontri che negli ultimi ventiquattro mesi hanno coinvolto più di 50mila studenti, 800 insegnanti e decine di scuole. I giovani a bordo del convoglio speciale (500 dalle scuole superiori toscane e 51 dalle tre università regionali) mostrano un notevole livello di informazione e il desiderio di vivere un’esperienza che immaginano emotivamente dura ma culturalmente significativa. Solo pochi per classe hanno avuto l’opportunità di partire e chi è qui è consapevole di dover riferire anche ai compagni rimasti a casa il significato dell’esperienza che andrà compiendo. In classe hanno visto film sull’olocausto, hanno letto i libri di Hannah Arendt, Primo Levi, Anna Frank. Vogliono essere loro i testimoni per le generazioni future dell’orrore compiuto dai nazisti appena 70 anni fa.

Un lavoro di sensibilizzazione sui giovani che appare sempre più cruciale alla luce dei fatti d’attualità che stanno sconvolgendo l’Europa, come ha sottolineato l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, salita sul treno insieme a Ugo Caffaz, che ha voluto che il viaggio si svolgesse in questi giorni per celebrare l’abbattimento dei cancelli e la conseguente liberazione, ad opera dell’Armata Rossa, di Auschwitz.
“Deve crescere la consapevolezza che la battaglia per la tolleranza e il confronto civile non finisce mai,
e che contro i fantasmi del razzismo, dell’antisemitismo, del rifiuto di ogni diversità la guardia non può mai abbassarsi” ha sottolineato Bramerini.

Le fa eco l’assessore alla cultura della Toscana, Sara Nocentini, secondo cui è indispensabile una presa di coscienza collettiva che sia in grado di dare “la giusta sottolineatura alla battaglia per tenere vivi i valori fondanti della tolleranza e dell’integrazione, contro i demoni che il Novecento ha portato alla luce e che ancora vivono, nonostante tutto. Questo obiettivo lo si persegue dando continuità alle azioni per riaffermare il diritto di tutti ad una vita in pace, proprio come ha fatto e fa la Regione Toscana in tutti questi anni: fornendo strumenti, cultura e conoscenza a partire dalle giovani generazioni cui spetta il compito di portare avanti il testimone della civiltà”.

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