Gli arazzi dei Medici tornano a casa: riuniti a Firenze dopo 150 anni

Gli arazzi delle storie di Giuseppe, che erano divisi tra il capoluogo toscano e Roma, saranno esposti a rotazione nel Salone dei Ducento a Palazzo Vecchio

I venti splendidi arazzi medicei delle 'storie di Giuseppe' tornano tutti a casa, ovvero a Firenze come ha annunciato nel corso della presentazione del nuovo allestimento del Consiglio comunale in Sala dei Duecento in Palazzo Vecchio il sindaco Dario Nardella.

Da molto tempo divisi tra il capoluogo toscano e il Quirinale a Roma, gli arazzi, verranno esposti, a rotazione, nella sala che accoglie ordinariamente i lavori dell'assemblea comunale. "In questo modo dopo 150 anni, quando gli arazzi, voluti da Cosimo dei Medici, furono portati a Palazzo Pitti e poi nel 1882 divisi in due parti, una al Quirinale ed una a Firenze, possiamo restituire completezza filologica all'intera storia raccontata da queste splendide opere", ha commentato Nardella, sottolineando che "la collezione rappresenta la più importante raccolta di arazzi di questo tipo al mondo".
Il sindaco, che ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver reso possibile la 'reunion' degli arazzi si è anche augurato che il presidente in una delle prossime visite ufficiali il presidente possa venire a vedere la nuova sala dei Duecento.

Gli arazzi medicei rappresentano una delle più alte testimonianze dell'artigianato e dell'arte rinascimentale. Il prezioso nucleo, tessuto dai fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher su cartoni realizzati da alcuni dei più importanti artisti del Rinascimento - Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati - è stato esposto per più di un secolo nella Sala dei Duecento, per poi essere conservato nei depositi fino al secolo scorso quando è stato esposto al pubblico all'indomani dell'Unità d'Italia. Della serie completa sono oggi conservati a Firenze dieci pezzi mentre gli altri dieci sono stati portati a Roma, alla fine del secolo scorso (1882) per volere dei Savoia, per adornare i saloni del Quirinale.

Cosimo de' Medici nutriva una particolare predilezione per la figura di Giuseppe, nelle cui fortune vedeva rispecchiate le alterne vicende dinastiche medicee: Giuseppe, tradito e venduto come schiavo dai fratelli, fatto prigioniero in Egitto, riesce comunque, grazie alle sue rare doti intellettuali, a sfuggire alle avversità, a perseguire una brillante carriera politica e a raggiungere posizioni di potere

27/09/2016