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Guerra in Ucraina, ecco i luoghi per accogliere i profughi a Firenze

Dopo il vertice in prefettura, la macchina organizzativa al lavoro per offrire asilo a chi sta arrivando in Toscana

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Centri di accoglienza, alberghi sanitari, alloggi messi a disposizione da associazioni e istituzioni: così Firenze e la Toscana affrontano l’emergenza profughi. In tanti stanno fuggendo dalla guerra in Ucraina e trovano rifugio in Toscana.

I primi 30 profughi di guerra dall’Ucraina sono arrivati nel territorio di Firenze. Sono donne e bambini, in buone condizioni di salute. La prefettura si aspetta che per i prossimi giorni il flusso continui.

Dobbiamo rapidamente liberare delle strutture da dedicare esclusivamente all’accoglienza delle famiglie ucraine, siamo all’opera“, ha detto il prefetto di Firenze Valerio Valenti ma “essere più precisi bisognerà vedere cosa ci sarà scritto nel decreto legge e nel Dpcm“.

I luoghi per l’accoglienza

Secondo alcune opzioni sul tappeto dovrebbe essere possibile usare fondi dedicati all’utilizzo degli alberghi sanitari. A disposizione per i profughi ci sono, nell’ordine, prima una mezza dozzina di appartamenti della Fondazione Kennedy e quelli della rete del consolato ucraino (una ventina), poi i Cas, i centri di accoglienza che al momento hanno 147 posti liberi, infine gli alberghi ex sanitari usati fin qui per il Covid.

Questi sono i luoghi dell’accoglienza a Firenze dei profughi dall’Ucraina secondo quanto definito in un incontro convocato dal prefetto Valenti, a cui hanno preso parte fra gli altri il sindaco Dario Nardella, il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni e il presidente della Regione Eugenio Giani, insieme a diocesi, Asl, forze dell’ordine.

La manifestazione per la pace in Ucraina in piazza della Signoria a Firenze – © pagina Facebook Dario Nardella

La strategia di Nardella

Secondo quanto ha detto Nardella, c’è la volontà di Airbnb di mettere a disposizione 100mila alloggi in Europa per l’accoglienza. “Ho già parlato coi vertici di Airbnb – ha sottolineato il primo cittadino – ci vedremo anche col prefetto perché dobbiamo capire come Airbnb intenda mettere a disposizione gli alloggi, che sono alloggi vuoti, pagati da loro, col consenso della proprietà: loro parlano di 14 giorni ma per noi un’accoglienza organizzata bene ha bisogno di più tempo“.

Per Nardella serve un’accoglienza organizzata, “niente di improvvisato, niente iniziative sporadiche che non siano coordinate o monitorate perché è necessario avere il polso della situazione“. Insomma “risorse chiare, ma regole e modalità chiare per gestire tutta la filiera che coinvolge la Protezione civile, terzo settore ed istituzioni locali“.

L’impegno della Regione

Il presidente della Regione Eugenio Giani punta ad adattare gli alberghi sanitari per l’ospitalità dei profughi in arrivo. “Li abbiamo già utilizzati – ha aggiunto – la scorsa estate per sistemarvi provvisoriamente i profughi afgani. Attendiamo adesso le linee di indirizzo nazionali“. Ipotizzato l’utilizzo degli alloggi per il diritto allo studio da destinare invece agli studenti ucraini.

L’arrivo dei profughi “è un esodo dai tempi e modi imprecisati, – ha sottolineato Giani – perché molti di loro non arrivano come gli afghani, con il pieno controllo delle nostre istituzioni, con voli charter che li rendono contabili, li troveremo arrivando con mezzi di fortuna e servirà essere molti flessibili per l’accoglienza“.

L’appello di Mazzeo per i profughi

Il presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo lancia un appello per “garantire accoglienza a bambine e bambini in fuga” riprendendo l’invito lanciato dalla Garante per l’Infanzia e l’adolescenza, Camilla Bianchi.

In questi giorni, sono emerse le storie di bambine e bambini separati dai loro padri, privati dei più elementari diritti ad andare a scuola. Ecco perché per Mazzeoistituzioni, amministrazioni locali, associazioni e tutto il terzo settore sono chiamati a garantire tutto il supporto di fronte a una situazione assurda e inaccettabile che non ci può lasciare indifferenti” ha concluso Mazzeo.

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