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Guida pratica per andare in tour: tutti i consigli dei Go!Zilla

Il trio fiorentino in concerto venerdì 10 aprile al Tender di Firenze presenterà il nuovo disco “Sinking in your Sea”

Go!Zilla
Luca Landi, Fabio Ricciolo e l’ultimo acquisto Mattia Biagiotti sono i Go!Zilla band made in Florence al loro secondo LP “Sinking in your Sea” uscito per Black Candy Records. Il disco arriva dopo il primo disco “Grabbing a Crocodile” e una manciata di Ep: “Go!Zilla”, “I’m Bleeding” e “Magic Weird Jack“.  Hanno sulle loro giovani spalle già centinaia e centinaia di concerti fuori dall’Italia, compresa un’ospitata al Marvin Festival in Messico dove Dio solo sa cos’hanno combinato. Tra qualche giorno si lanceranno in un nuovo tour fuori dai confini nazionali e noi non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di intervistare il loro leader Luca Landi.
Luca, avete fatto centinaia di concerti in giro per il mondo, chi meglio di vuoi può spiegarci quali sono le regole base da seguire quando si va in tour!
Punto primo la sera prima di partire fare l’elenco di quello che ti devi portare e non dimenticarlo mai. Punto secondo portati il cuscino perché non sempre ti capita di dormire in albergo ma a volte anche a casa della gente. Poi devi avere dei ritmi flessibili cioè non pensare di poter fare pranzo e cena sempre, devi stare pronto a non mangiare o a mangiare di corsa. Non ti puoi sbronzare tutte le sere perché la macchina non sempre è parcheggiata davanti al locale e quindi devi guidare.  Devi essere pronto a farti un sacco di chilometri. Diciamo che devi vivertela come un’esperienza che è sempre un crescendo, non puoi pensare di sederti sugli allori. Per fare la vita da tour devi avere voglia di farla, certo ti diverti, sei con i tuoi amici, ma non è una vita semplicissima. Devi fare bene i conti perché poi alla fine del tour c’è la divisione dello “stipendietto” e quindi devi stare a attento a non buttare via troppi soldi in cazzate. Per quanto riguarda le groupies io sono fidanzato da cinque anni comunque diciamo che vige il “chi prima arriva meglio alloggia”.
 
Avete suonato anche al Marvin Festival in Messico, mi immagino una situazione spettacolare… 
Ci ha chiamati il curatore del festival che è una specie di talent scout e andava a cercare tra i blog gruppi nuovi. Il cachet che ci ha dato non è stato altissimo però ci abbiamo coperto parte dei voli. Partecipare al Marvin ci ha fatto una grande pubblicità, siamo usciti su varie testate, anche Vice ci ha fatto un’intervista. Tant’è che quando siamo arrivati là la gente già ci conosceva e abbiamo firmato un sacco di autografi a caso. 15 minuti di gloria in Messico. Più che altro è stata una situazione figa perché c’erano tanti gruppi sudamericani e anche Daniel Johnston che ha suonato un’ora. E’ il mito di Mattia che è riuscito anche a stringergli la mano.
 
La prossima estate suonerete anche al Bitches Brew a Marina di Ravenna uno dei festival più importanti d’Italia, è un bel riconoscimento, no?
Il Bitches Brew è bello perché è uno dei pochi festival dove si da spazio ai gruppi rock e garage. Ci sono solo tre gruppi italiani per sera e quindi è stato un piacere che ci abbiano chiamati nella line up. 
 
C’è un posto che vi manca dove vorreste suonare?
Sì c’è, negli Stati Uniti dove speriamo di andare presto perché ci ha presi un’etichetta americana la Lolipop Records. Loro ci hanno proposto un tour in America ma come dice il proverbio non dire gatto finchè non l’hai nel sacco. Abbiamo anche un’etichetta cilena la Algo Records che ci ha proposto un tour in Sudamerica, è una meta che ci piacerebbe molto perché laggiù c’è molta fame di concerti. Ora siamo in tour in Italia per tutto aprile, poi andiamo in Francia e in Svizzera fino a maggio. A luglio saremo in Spagna e in Portogallo, e dopo l’estate a ottobre forse in America.
 
Come fate a conciliare questa furibonda attività live con i vostri lavori qua in Italia?
Fabio ora come ora è disoccupato, lavora saltuariamente. Io lavoro per un’agenzia di booking olandese che si chiama ZUMA Booking, sono free lance e riesco a farlo da casa o da dove mi trovo. Mattia fa il grafico e lavora free lance anche lui. 
 
Dato che fai anche un lavoro di promoter volevo chiederti qual è il tuo punto di vista sulla scena fiorentina. 
Quest’anno grazie al Tender mi sono buttato ad organizzare una serata al mese, la serata “Annibale”. Era un po’ una scommessa perché abbiamo dovuto sempre mettere sempre i biglietti perché i gruppi che ho chiamato costano. Siamo andati da un minimo di 5 fino a 10 euro. Ma sono andate bene, la risposta è stata buona, ci sono stati almeno 160 paganti a serata che per una serata nuova sono tanti. Secondo me la gente risponde bene, quello che manca non è tanto una scena. Io sono positivo nei confronti di Firenze, mancano però i posti dove suonare. Non si può più decentrare com’era un tempo negli anni ’80 quando a Scandicci nascevano i Neon, i Diaframma.  Ora devi fare i concerti nel centro storico e il centro non ti permette di fare così tanti concerti.  A me piacerebbe organizzare concerti infrasettimanali a orari un po’ più normali però mancano le strutture, la gente c’è. 
 
Il titolo del vostro ultimo disco “Sinking in your sea” mi ha fatto tornare in mente la poesia di Leopardi “L’infinito”, sai quando dice “e il naufragar m’è dolce in questo mare”

Purtroppo non è così dolce perché si soffre sempre. In Italia come band non riusciamo a imporci più di tanto infatti il 90% dei nostri concerti si svolge all’estero dove c’è più richiesta. Non è un piangersi addosso è semplicemente il fatto che ogni gruppo ha la sua destinazione, l’importante è riuscire a trovarla. 
 
Parlami un po’ del nuovo disco
E’ stato ispirato dal fatto che nell’ultimo anno abbiamo aggiunto Mattia che ci ha dato molto a livello di scrittura e di nuova linfa vitale. Passare da due a tre ha cambiato tutto. Diciamo che siamo riusciti a mixare gli interessi di tutti e tre. Nell’album alcune canzoni hanno una melodia un po’ più pop, altre hanno parti più veloci, più punk, altre ancora sono più psichedeliche. Spero che comunque si riconosca il nostro stile.

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