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I 5 tipi di automobilisti toscani Compagni di viaggio dell’estate

Inizia l’estate e tornano le spole tra l’entroterra e la costa, un percorso da condividere con migliaia di persone, alcune dalla guida un po’ … particolare

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Ore di macchina in compagnia della famiglia (o del proprio fidanzato/a) in uno spazio angusto, con in sottofondo quella dozzina di canzoni che fino a settembre non si allontaneranno mai dallo stereo.
L’estate dei pendolari del mare è ‘ufficialmente’ iniziata con un inaspettato weekend over 30 (in riferimento alle temperature) e le sue routine. Una di queste è il viaggio tra casa e l’agognato paradiso di sabbia o sassi, assieme a centinaia di compagni di avventura tra i caselli dell’A11, le centinaia di aree di servizio della FiPiLi o delle miniere in superficie dell’Aurelia.
Ecco un breve excursus tra le 5 tipologie di automobilisti in cui ci si potrebbe imbattere durante quest’estate toscana.

Panda metano F1 : ci sono alcune cose inspiegabili, una di queste è rappresentata dalla Panda (o comunque un’automobile di egual potenza) che ti sfreccia ad una velocità indefinita – ed incomprensibile – sulla tua sinistra. Un pensiero accompagna quell’ombra colorata mentre si allontana all’orizzonte: ma se ha tutta questa fretta, perché viaggiare con una Panda a metano?

L’automobilista/camionista con guida all’inglese : per loro la corsia di sorpasso è il vero campo di battaglia, un territorio da difendere strenuamente nemmeno fosse la carta obiettivo di Risiko. Sono i simpaticoni che pur andando ad una velocità del tutto paritetica a quella di uno scooter 50cc, restano imperturbabili sempre lì, lì nel mezzo (pur non essendo mediani). Particolare attenzione è quella da rivolgere ai camionisti “all’inglese”: pur di superare un altro camionista – che invece di viaggiare a 70 kilometri orari va a 68 – giustamente impegnano la corsia per un’operazione di sorpasso lunga più o meno da un casello all’altro;

Il suvvista convinto : il maggior catalizzatore di improperi dell’intero viaggio. Quello che aspetta lo slargo per il bivio di Montenero per passare una macchina (e guadagnare quei fondamentali 15 secondi), oppure lo stesso che fa continuamente la spola da una fila all’altra durante la coda (racimolando pure lì altri secondi essenziali). Un cenno lo meritano anche i vari “Vettel de noantri”, solitamente accompagnati da una presenza femminile posta alla loro destra, che sfanalano anche a quelli che vanno a 170 kilometri/orari pur di sorpassare. Un mix di simpatia pari a quella di una cartella esattoriale di Equitalia consegnata da un membro dell’Isis;

Il suvvista convertito: ma tutti si redimono, ed anche i “suvvisti” riescono in quest’opera mastodontica. Il braccio armato del suvvista redento – che solitamente è impersonato da un ex ‘convinto’ con prole – diventa il navigatore: con le mappe degli autovelox inizia a rallentare svariati chilometri prima, andando a 50 orari pure in autostrada. Nessuna via di mezzo.

Tu : eppoi ci sei tu, che ti dimeni tra queste categorie, ricordandoti dell’autovelox a memoria (tanto sono sempre lì, a Castiglioncello, prima di Lavoria e nel discesone verso Montecatini) e passandoci davanti proprio al limite. Pianifichi la “partenza intelligente” sia per l’andata che per il ritorno, ma sai che tanto una mezz’ora di incolonnamenti ti toccherà sempre. Nei secoli dei secoli.

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