I DUNK ALLA FESTA DELLA MUSICA: 'CI SIAMO AFFIDATI AL DIO PUNK'

di Costanza Baldini
I Dunk alla Festa della Musica: 'ci siamo affidati al Dio Punk'

Giovedì 26 a Chianciano Terme salirà sul palco la band di Ettore e Marco Giuradei, Luca Ferrari e Carmelo Pipitone 

Tutto pronto a Chianciano Terme per la Festa della Musica che dal 25 al 29 luglio al Parco Fucoli cinque giorni di musica con ospiti nazionali ed internazionali, il tutto a ingresso completamento gratuito. Giovedì 26 sul palco dopo i Monkey OneCanObey saliranno i Dunk, un esperimento “in progress” al limite della performance, sbocciato dall'incontro tra i fratelli Ettore e Marco Giuradei con Luca Ferrari già voce e chitarra dei Verdena e Carmelo Pipitone voce e chitarra dei Marta sui Tubi. Ecco la nostra intervista!

Ciao ragazzi, com'è nata l'idea di creare i Dunk? Eravate amici anche prima o è stata una cosa decisa a tavolino?
Dunk nascono poco più di un anno fa, a casa Giuradei, a Provaglio d'Iseo in provincia di Brescia. All'epoca, Marco e Luca jammavano insieme da parecchio ma senza l'idea precisa di cosa ne sarebbe nato; Ettore stava scrivendo pezzi nuovi; Carmelo spesso capitava al Belleville di Paratico a suonare e a bere chupiti. Insomma: ci si conosceva, si stava bene insieme ma non c'erano grossi progetti. La prima scintilla l'ha avuta Marco facendo incontrare Luca e Ettore. Poi Ettore ha pensato alla chitarra di Carmelo e... ecco i DUNK! Fondamentalmente, come dice Luca, è la ricerca di quel "trovarsi tra soci" che rende i Dunk un'avventura musicale veramente unica.

Ho letto che Dunk viene dalla contrazione delle parole Dio e Punk, come mai questa scelta? 
Quasi per gioco, in realtà. Decidere il nome per un nuovo progetto musicale è sempre difficile. A colpi di  idee, suoni e nonsense... ad un certo punto abbiamo deciso di affidarci ad un ipotetico "Dio Punk" che, per sincresi, è diventato Dunk!
 
Voi provenite da band diverse, immagino che ognuno di voi in fase compositiva abbia messo del suo, come avete lavorato? 
I pezzi dei Dunk nascono dalle idee di tutti e quattro: ognuno di noi partecipa alla composizione, agli arrangiamenti.
Ettore è l'autore dei brani del disco, che sono nati chitarra e voce ma, a livello armonico e strutturale, le canzoni sono frutto del lavoro di squadra. 
 
Nei vostri testi ci sono molte citazioni e riferimenti alla poesia e alla letteratura, chi sono i vostri autori preferiti e come vi hanno influenzato? 
I testi di questo disco rispecchiano molto le letture di Ettore: da  Artaud a Carmelo Bene, da Valeria Raimondi a Haruki Murakami passando per Michele Beltrami e Foscolo, i riferimenti letterari sono molteplici.
 
C'è un messaggio o un mood che volevate comunicare con questo vostro primo disco?
Non ci interessa molto mandare messaggi piuttosto preoccuparci di preservare la nostra integrità. Vogliamo suonare il meglio possibile, per noi, e per chi, con noi, si sta godendo il live.
 

25/07/2018