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I Karl Marx was a Broker tornano sulle scene con Monoscope

Nuovo disco in uscita il 29 aprile per la band toscana che ha venduto l’anima al Prog

Karl Marx Was a Broker

“Monoscope” è il titolo del nuovo album dei Karl Marx was a broker, il power trio di Pistoia in uscita a fine aprile su Subsound Records. Nati come duo nel 2009, dall’incontro tra Marco Filippi al basso e Gianluca Ingrassia alla batteria i KMWAB hanno debuttato con un album dal titolo Alpha to Omega, uscito nel 2011. Con l’ingresso nel progetto di Stefano Tocci alla chitarra ed ai synth e anche in veste di sound engineer i KMWAB ripubblicano nel 2013 Alpha to Omega in versione Director’s Cut. Ecco la nostra intervista con il bassista Marco Filippi che ci parla dei nuovi progetti della band.

Ciao Marco! Monoscope è il segnale acustico con cui si chiudevano le trasmissioni televisive, come mai avete scelto proprio questo titolo?
Era sia un suono che un’immagine test per calibrare i vecchi tubi catodici, il Monoscope appariva quando era l’ora di spengere la tv, la fine delle trasmissioni. Il significato significa spengere un certo tipo di pensiero basato sul copia incolla per tornare a essere persone libere e indipendenti, persone vere.

Qual è stata la principale fonte di ispirazione per Monoscope?
In Monoscope sono confluite tutte le nostre esperienze, in più abbiamo deciso di dare una svolta attingendo a piene mani da un repertorio Prog come Goblin, King Crimson, i nostri gruppi preferiti insomma. L’idea era quella di fare un disco allo stesso tempo moderno e antico. Un tipo di musica che fa parte del nostro background ma attualizzandola con i suoni moderni. Siamo molto soddisfatti del risultato.

Per la title track dell’album avete girato un bellissimo video con il Collettivo Snellinberg, non avete mai pensato a lavorare alla colonna sonora di un film? Che film vi piacerebbe interpretare?
La nostra musica essendo strumentale potrebbe facilmente diventare una colonna sonora. Mi sarebbe piaciuto suonare per “Milano Calibro 9” oppure per “La banda del gobbo” uno dei miei film preferiti, un poliziesco con un grandissimo Tomas Milian, ve lo consiglio. Certo non è un film da famiglie.

La vostra musica non mi sembra certo musica da famiglie.
Mah noi cerchiamo di collocarci in un target omogeneo. Essendo liberi da ogni tipo di filtro, facciamo quello che ci pare e non ci piace essere etichettati. Ci rivolgiamo a qualsiasi tipo di pubblico, sia a chi apprezza più le parti elettroniche, sia a chi ama le parti più “pestone”.

Non si può negare però che avete un’immagine un po’ cupa, con questi teschi ricorrenti, un lato un po’ dark diciamo
Ringraziamo l’amico Rino Valente per l’appartamento che ci ha prestato per fare le foto. Una casa molto bella con questi oggetti così particolari. Siamo affezionati a un immaginario macabro, anche Alpha to Omega era pieno di riferimenti a Lombroso. Non ci dispiace scherzare con queste cose per quanto riguarda l’artwork.

Mi sono sempre questa come mai avete deciso di ripubblicare Alpha to Omega in una versione Director’s cut, una scelta potremmo dire poco commerciale, reincidere un disco, riarrangiarlo, come mai?
Noi siamo partiti nel 2009 come duo basso batteria, con il quale abbiamo registrato l’Ep e Alpha to Omega. Siamo arrivati ad avere un discreto seguito e abbiamo suonato in circa 50 tappe. Intorno al 2012 volevamo fare un nuovo disco e abbiamo pensato di allargare la nostra formazione con nuovi elementi. La prima opzione era Stefano Tocci, un nostro amico di lunga data, un bravissimo musicista e fonico, una persona a 360 gradi. Stefano ha accettato e la prima cosa che abbiamo deciso di fare è stato riprendere Alpha to Omega che era stato concepito per basso/batteria e ridargli nuova vita, riarrangiarlo con i synth e la chitarra. Il Director’s cut sarebbe una versione estesa come si dice nei film. Personalmente sono molto contento.

Avete presentato Monoscope all’H2NO di Pistoia, è stato il primo concerto dopo tanto tempo, com’è andata?
Hai ragione siamo stati fermi due anni per vari motivi, abbiamo deciso di tornare con una data “in casa”, è andata molto bene, è venuta tanta gente, una bellissima serata.

Altre date?
Siamo in fase di programmazione, per ora abbiamo due date una il 20 maggio a Torino al Blah Blah e una il 27 maggio al Cycle di Calenzano in cui apriremo gli Ufomammut.

Avete mai pensato di varcare le Alpi con la vostra musica?
Ci piacerebbe molto suonare all’estero, ma ci sono delle difficoltà per crearsi un network, servono le persone giuste. Ma non escludiamo il prossimo autunno di fare un tour anche all’estero, assolutamente.

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