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Ihimer, movimento terra al topLa sede europea è a S. Gimignano

I suoi mercati di riferimento sono l’Unione europea, gli Stati Uniti e la Cina. La multinazionale italo-giapponese rilancia contro i venti di crisi con la produzione di un nuovo miniescavatore

ihimer

“Pensiamo globale, agiamo localmente”. E’ questo lo slogan che campeggia in alto sul sito della Ihimer, l’azienda italo-giapponese che produce macchine movimento terra compatti, mini e midi escavatori per tutto il mondo. La casa-madre è a Yokohama, ma è Cusona, nel comune di San Gimignano, il centro propulsivo per la produzione e la commercializzazione in Europa dei suoi prodotti.

La toscana Imer Group e la giapponese Ihi Group, da qui la denominazione Ihimer, hanno costruito un sodalizio che viene da oltre vent’anni di conoscenza. Partendo dal 1989 si è passati da un accordo per la commercializzazione degli escavatori a un delocalizzazione della produzione in Toscana fino alla joint venture degli ultimi due anni. “E’ come se dall’amicizia si fosse passati a un fidanzamento che poi è sbocciato in un matrimonio”, fa notare Paolo Venturi, vicepresidente Ihimer.

Il piano di investimento della Ihimer dovrebbe raggiungere circa 3 milioni entro la fine del 2014. Il mercato è per il 90% estero. Non solo Unione europea, ma anche Stati Uniti e Cina. Gli accordi rinnovati nel 2012 hanno permesso la delocalizzazione dal Giappone all’Italia di alcune linee produttive significative nonché l’inserimento della Ihimer come stabilimento esclusivo per la produzione di una parte di mini-escavatori e skid steer loader (veicoli da lavoro) per il mercato mondiale della rete Ihi.

Paolo Venturi non nasconde i venti della crisi anche per un’azienda ben avviata come la Ihimer. “Il 2013 è stato un anno nero. Il fatturato dell’anno scorso si aggira sui 23,4 milioni di euro. Rispetto al 2012 è calato di 7 milioni”. Si sono messi di traverso anche l’effetto yen, la valuta giapponese, e il blocco dell’economia in Italia e in Europa.

Questo però non ha scoraggiato il vicepresidente Venturi che dal 2012 a oggi ha investito in innovazione e personale. “Oggi abbiamo 69 persone che lavorano per noi, frutto di stacchi e contratti a tempo determinato. Ma sono 15 in più rispetto a due anni fa”. E gli investimenti in nuove macchine di movimento terra non si fermano.

Lo scorso febbraio è partita nello stabilimento di Cusona la produzione del miniescavatore 27V4 a tecnologia giapponese. E’ tra le macchine più richieste, soprattutto in Francia. 200 le unità che saranno prodotte fino a dicembre 2014, di cui il 70% già coperte da ordini. Il progetto permetterà uno sviluppo industriale importante per l’economia della Val d’Elsa e della filiera dell’industria delle macchine movimento. La distribuzione avverrà in tutti i paesi europei e nel bacino del Mediterraneo.

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