Il Castello di Sammezzano è in testa tra i "Luoghi del cuore" del 2016

di Federico di Vita

L’associazione Save Sammezzano, che si batte da anni per rendere disponibile per il pubblico la sorprendente dimora toscana, lancia un appello perché l'inaccessibile castello resti in testa alla classifica del FAI

Se il Castello di Sammezzano diventasse il Luogo del cuore italiano del 2016 il suo destino sarebbe più facile da cambiare? È quello che si è chiesto Francesco Esposito e insieme con lui tutta l’associazione Save Sammezzano - il movimento che ha l’obiettivo di sensibilizzare persone e autorità in merito alla rilevanza del Castello di Sammezzano e alla necessità di garantirne una maggior tutela – che ha infatti deciso di promuovere la candidatura del “Castello e Parco di Sammezzano” a Luogo del cuore 2016, l’annuale censimento nazionale volto alla rilevazione dei luoghi più amati del Bel Paese.

Le votazioni per i luoghi del cuore Fai scadono mercoledì 30 novembre, e Save Sammezzano invita da giorni con forza la cittadinanza toscana a votare quanto più possibile in favore del “Castello e Parco di Sammezzano”. Il disegno dell’associazione è quello di scommettere sulla promessa di intervento fatta dal Fondo Ambiente Italiano e dalla banca Intesa San Paolo, che si sono impegnati a intervenire in favore di alcuni dei luoghi più segnalati, attivandosi per promuovere sul territorio azioni di recupero, tutela e valorizzazione.

Il Castello di Sammezzano è tra i pochissimi esempi di arte eclettica nel nostro Paese, incredibile residenza sorta sulle rovine di un precedente maniero del ‘600, quando l'edificio principale, insieme al parco, fu acquistato dagli Ximenes d'Aragona. Il singolarissimo aspetto della tenuta che oggi si deve al marchese Ferdinando Panciatichi, che nella seconda metà dell’800 diede fondo alle sue fantasie architettoniche realizzando un’opera che mette insieme allusioni esoteriche, patii moreschi, elementi orientali e dettagli realizzati da abilissimi artigiani dell’epoca. Sorprendente, oltre all’effetto degli ambienti, è la cura dei dettagli con i quali Ferdinando ha voluto dar vita – rigenerando dall’interno la struttura di una grande magione seicentesca – ai diversi ambienti cui si è ispirato. Piante ottagonali, ascendenze mudejar, aule da pranzo dal gusto tipicamente moghul, fumoir marocchini, una cappella all’italiana (falsamente) innestata nel simulacro di un mihrab; varcando ciascuna soglia si accede nel cuore di un’epoca, di un luogo e di uno stile perfettamente ricreati in prima persona dallo stesso Ferdinando Panciatichi, architetto autodidatta che aveva respirato solo sui libri le atmosfere che andava disegnando.

Usando esclusivamente maestranze locali (la fornace per le maioliche di ceramica, ampiamente utilizzate nell’architettura moresca, era sistemata nel parco attorno al palazzo) il castello è cresciuto anno dopo anno, di pari passo con l’isolamento del marchese, che dopo essere stato due volte senatore nella Firenze capitale d’Italia decise definitivamente di allontanarsi da una città che dimostrava di odiarlo deridendo il suo culto per l’arte orientale. Non a caso le stanze del castello sono seminate di messaggi – e di rebus – che testimoniano fedelmente l’isolamento e la delusione dell’incompreso proprietario: Nos Contra Todos, Todos Contra Nos; Sempre l’uom non volgare o infame / O scavalcato o inutile si spense. Altri alludono alla condizione nazionale e letti al giorno d’oggi assumono un valore profetico: Mi vergogno a dirlo, esattori prostitute ladri e sensali tengono in pugno l’Italia, ma non di questo mi dolgo bensì del fatto che ce lo siamo meritati.

Attualmente il Castello di Sammezzano è il luogo più votato nella classifica online dei Luoghi del cuore 2016 ma – avvertono dall’associazione Save Sammezzano – il risultato integrato dei voti cartacei verrà reso noto solamente a censimento chiuso.

16/11/2016