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Il distretto del Chianti punta sempre di più al biologico

Cresce la produzione bio che si attesta ad una quota superiore al 30%, rispetto al 15,4% in Italia ed al 18.4% in Toscana

Castelnuovo Berardenga

Il Chianti guarda sempre più alla produzione biologica e alla tutela dell’ambiente, risorsa primaria di un territorio ambasciatore della Toscana nel mondo. A confermarlo sono i dati sulla Superficie agricola utilizzata per la produzione biologica resi noti nei giorni scorsi, durante un incontro del Biodistretto del Chianti, e ufficializzati dalla Regione Toscana attraverso Artea, Azienda regionale toscana per le erogazioni in agricoltura.

I numeri diffusi attestano la superficie agricola utilizzata per la produzione biologica nel Chianti a una quota superiore al 30%, un terzo rispetto al complessivo territorio agricolo, contro il 15,4% rilevato in Italia e il 18,4% della Toscana. Il dato chiantigiano, inoltre, registra un costante aumento negli anni soprattutto nella produzione bio per le aree vitate, con crescenti investimenti da parte delle aziende agricole dal 2012 al 2017.

“I dati diffusi dalla Regione Toscana – afferma Roberto Stucchi Prinetti, presidente del Biodistretto del Chianti – confermano l’impegno di tutti i Comuni che fanno parte del Biodistretto del Chianti a promuovere la vocazione ad agricoltura sostenibile di tutto il territorio e la sua tutela come nostro bene primario. Questi numeri, inoltre, stimolano nuove iniziative per favorire crescenti vantaggi socioeconomici per le aziende che scelgono la produzione biologica puntando su qualità dell’aria e dell’acqua e, quindi, anche sulla tutela dell’ambiente, con ripercussioni positive per marketing, turismo e promozione del territorio”.

Il Biodistretto del Chianti si è costituito il 27 settembre 2016 per volontà dei produttori biologici della zona di produzione del vino Docg Chianti Classico. Il territorio del Biodistretto abbraccia l’intera superficie comunale dei Comuni di Barberino Tavarnelle, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e San Casciano.

Al Biodistretto del Chianti possono associarsi, oltre alle amministrazioni comunali, anche produttori biologici e altri soggetti sensibili all’approccio agroecologico e alla produzione biologica a tutela dei territori. Uno degli obiettivi che il Biodistretto del Chianti e le amministrazioni comunali hanno in comune è la riduzione dell’uso dei pesticidi di sintesi nell’intero territorio del Biodistretto. 

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