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Il messaggio del Presidente agli studenti toscani

Lettera di Enrico Rossi a chi in un giorno di settembre 2010 torna sui banchi di scuola

studenti

Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana

Nel complicato mondo della comunità educativa dovresti essere tu – ragazza o ragazzo, protagonisti di un futuro che arriva presto – ad avere il ruolo centrale.
Tutto, nella scuola, dovrebbe ruotare attorno al tuo diritto di ricevere rispetto e opportunità nei percorsi della maturazione personale e sociale.
Insegnanti e genitori, dirigenti e personale tecnico, istituzioni pubbliche e comunità civile: tutto dovrebbe convergere, nell’assoluta osservanza di ruoli che sono comunque diversi, per aiutare – senza inutili incensamenti giovanilistici – la tua crescita. Così purtroppo non è: tu, e molti fra i tuoi coetanei e le tue coetanee, ne siete consapevoli.
Così com’è la scuola, in Italia, ha forti problemi. Se ne accorge chiunque ha occhi per vedere. Se ne accorgono i tanti insegnanti motivati, quelli che ci danno l’anima, quelli che credono nella straordinaria bellezza del loro lavoro.
Quest’anno, in particolare, è forte la consapevolezza di essere in caduta libera. La scuola, che dovrebbe volare e aiutare a volare, è costretta a fare i conti con una crisi che ne frena il volo.
Lo dico da uomo delle istituzioni e non da esponente di una parte politica. Ma ho il dovere di dirlo, unendomi ai tanti che lo gridano in ogni parte d’Italia: con la politica dei tagli stiamo assistendo all’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere la politica per la scuola, anche in un momento di crisi economica.
Ho il dovere di dirlo, in una terra di tanti grandi educatori, perché stiamo correndo, ciascuno con le sue responsabilit&agrave ;, verso una politica funzionale a enormi, globali, ingiustizie: masse, sempre più vaste, di uomini e donne tenuti nella bambagia, rintontiti in mille modi. Mentre fasce sempre più piccole di “fortunati” avranno mezzi e modi per apprendere, emergere, comandare.
E’ una torta ingiusta, divisa in parti sempre più disuguali, quella che – noi cosiddetti adulti – vi siamo consegnando.
Ma le ali vanno ritrovate, o ricostruite, proprio nei giorni di depressione economica: e uno fra i modi migliori per ritrovarle è proprio puntare sulla scuola perché è anche grazie alla scuola che si dà concretezza ai principi della nostra Costituzione.
Cercala, in queste prime ore di scuola, la Costituzione. Bastano pochi secondi per leggere l’articolo 34, ma trova qualche minuto anche per i primi 12 articoli. Si respira aria pulita.
Nessuna predica, dunque, ma un invito ad aprire gli occhi tenendoli sempre ap erti.
Vale per chi ha la tua età,. E vale per chiunque conosca la differenza fra puntare a essere cittadino e contentarsi di fare il suddito.

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