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Il patto di stabilità blocca gli investimenti

Secondo uno studio dell’Irpet, negli ultimi cinque anni, il patto di stabilità ha rallentanto del 35% gli investimenti per lo sviluppo

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Negli ultimi cinque anni la Toscana ha lasciato sul piatto il 35% degli investimenti a causa del patto di stabilità. Una cifra impressionante che ha rallentato le possibilità di crescita e che è stata mitigata, almeno in parte, dal calo del 5% della pressione fiscale da parte della Regione.

La fotografia è stata scattata dall’Irpet, l’istituto per la programmazione economica, che per bocca della ricercatrice Patrizia Lattarulo sottolinea come la diminuzione della pressione fiscale in Toscana sia stata superiore alla media nazionale, ferma al 2%. Ma negli ultimi anni i Comuni toscani si son dati un gran da fare per ridurre la spesa di servizio. Così, al netto dei risparmi, la frenata generale degli enti locali è stata del 23%. E pensare che i comuni toscani sono considerati i più virtuosi nell’adeguarsi alle ristrettezze imposte dal patto di stabilità. Anche se Alessandro Petretto, neo assessore al bilancio del Comune di Firenze, non esita a definire il patto una vera e propria “mannaia”. Perché? Perché se è vero che era nato per tenere a bada l’apporto dei comuni sull’indebitamento dello Stato, oggi quelli che hanno molte entrate e registrano un bilancio positivo, sono bloccati e non possono spendere per combattere la crisi. Un po’ come il cane che si morde la coda.

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