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Il Piano Sanitario Regionale ora è Sociale e ‘partecipato’

Il PSSI 2012-2015 è stato approvato dalla Giunta regionale. Ora proseguirà il suo iter in Consiglio, l’approvazione è prevista per marzo

In Toscana si vive bene e si vive a lungo. Sono tanti infatti gli indicatori positivi che caratterizzano il contesto della nostra regione. Intanto, la longevità: i toscani sono i più longevi al mondo, tra i maschi con un’aspettativa di vita di 79,6 anni. Le donne toscane vivono più a lungo (la media è 84,7), ma sono superate dalle donne giapponesi (media 86 anni), mentre gli uomini toscani detengono il primato mondiale della longevità. Un’aspettativa di vita che è cresciuta molto negli ultimi 15 anni, passando dal 75,7 del 1995 all’attuale 79,6 per i maschi, e dall’81,8 del ’95 all’attuale 84,7 per le femmine. Accanto a questi innegabili dati positivi che caratterizzano lo stato di salute dei toscani, ci sono però eventi che si stanno abbattendo sui sistemi sanitari di tutto il mondo: l’epidemia delle malattie croniche, la dilatazione delle disuguaglianze nella salute, la dilagante crisi economico-finanziaria.

Parte da questi dati la sfida del nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale (PSSIR) 2012-2015, presentato alla stampa dagli assessori Daniela Scaramuccia (diritto alla salute) e Salvatore Allocca (welfare e politiche per la casa). Si tratta, per la prima volta, di un Piano sanitario e sociale insieme, con una forte integrazione che, accanto a capitoli strettamente sanitari  – screening, lotta ai tumori, rete ospedaliera, rischio clinico, malattie croniche, ecc. -, ne vede altri squisitamente sociali, come i diritti di cittadinanza, il diritto alla casa, il contrasto alla fragilità e alla disuguaglianza, in una logica di pensiero e di stesura univoca. E per la prima volta è stato costruito in modo partecipato. La redazione del PSSIR è stata preceduta da una “fase di ascolto”: una serie di incontri che, con la collaborazione di Anci, Uncem, Upi, Società della Salute, nei mesi passati hanno coinvolto cittadini, professionisti, operatori, amministratori. Il nuovo Piano è stato approvato dalla Giunta regionale e ora proseguirà il suo iter in Consiglio Regionale: dopo la fase di consultazione in Quarta Commissione, l’approvazione in aula, prevista nel mese di marzo.

Voglio sottilineare che per questo Piano non si parte da zero, ma si fa tesoro dei Piani sanitari precedenti  – osserva l’assessore Daniela ScaramucciaIn Toscana partiamo da una realtà molto buona. Ma la sfida comunque c’è. Per vincere le tante sfide che l’attuale situazione socioeconomica ci lancia sono necessarie scelte oculate, ma decise, che non consentano di disperdere energie e che siano capaci di segnare il passo al cambiamento di scenario fondamentale per la sostenibilità e lo sviluppo del sistema. La scelta di integrare le politiche sanitarie e sociali, assunta in tempi meno difficili, rappresenta un valore e un’opportunità per il sistema. Il nostro obiettivo è costruire salute: non solo come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo ben-essere, secondo le indicazioni dell’Oms. Prima di tutto dobbiamo avere la consapevolezza che scegliamo di vivere in salute o in malattia con le nostre scelte di vita quotidiana. Quindi anche il cittadino è chiamato a svolgere un ruolo di protagonista per il suo benessere”.

Uno degli elementi centrali del Piano – dice l’assessore Salvatore Alloccaè il rafforzamento del processo di integrazione, basato sul concetto di salute non soltanto come mancanza di malattia, ma anche come benessere psico-fisico e relazionale. Un altro aspetto da evidenziare è la persona al centro del sistema. Per quanto riguarda il sociale, che ancor più della sanità  soffre della diminuzione delle risorse, diviene necessaria e obbligata la costruzione di un nuovo modello, che abbia come obiettivo l’equità della distribuzione delle risorse e la capacità di intendere il sociale non solamente come prestazione di servizi, ma anche come capacità di mettere mano alla crisi sociale che ha determinato le tante solitudini che stanno attraversando la nostra società. L’aver affrontato un piano quinquennale – sottolinea ancora Allocca – in una condizione di crisi e di instabilità, sia economica che legislativa, è una sfida difficile quanto necessaria, perché proprio in una condizione di incertezza è indispensabile dotarsi di una bussola per governare il processo”.

Queste le sfide
che il PSSIR si pone da cui ai prossimi anni:

– il fenomeno che a livello mondiale è stato denominato lo tsunami delle malattie croniche, con un aumento talmente marcato non spiegabile solamente con l’invecchiamento fisiologico;

– la crescente domanda di salute, non sempre risolvibile con interventi sociali o sanitari, ma espressione di un disagio generalizzato, insicurezza del domani, incapacità di adattamento ai cambiamenti;

– l’equità nell’accesso ai servizi. In Toscana si è lavorato molto in questi anni per far sì che il sistema sanitario fosse realmente universalistico, con le stesse opportunità di salute per tutti, indipendentemente dalla condizione socio-economica.

– la variabilità nell’offerta dei servizi: prevenzione (vaccinazione, screening, sicurezza alimentare, ecc.), territorio (prestazioni specialistiche, spesa farmaceutica, ecc.), ospedale (tassi di ospedalizzazione, ricoveri ripetuti, ecc.).

– ultima, ma non certo per importazna, la crisi economico- finanziaria mondiale, con le sue ripercussioni sul nostro Paese e, soprattutto, le successive scelte politiche nazionali, che hanno già causato, e sicuramente continueranno a farlo nei prossimi anni, una drammatica riduzione delle risorse destinate alle Regioni per il finaziamento del sistema sanitario, sociosanitario e sociale.

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