Il vibrafono di Masayoshi Fujita apre Hand Signed in Sala Vanni

di Costanza Baldini

Sabato 30 gennaio prende il via la rassegna di musica contemporanea organizzata da Musicus Concentus e Museo Marino Marini

Alla Sala Vanni di Firenze arriva "Hand Signed" un progetto realizzato da Musicus Concentus, Node Festival e OOH-sounds, con la collaborazione del Museo Marino Marini. Sono stati selezionati sette artisti internazionali partendo dall'idea di un suono scultoreo dotato di una sua dimensione fisica, manipolato in maniera quasi artigianale.
Da sabato 30 gennaio fino al 20 maggio si alterneranno sul palco fiorentino le delicate strutture ambient del compositore e vibrafonista giapponese Masayoshi Fujita (30 gennaio), i droni psichedelici di Bill Kougalis (18 marzo), le atmosfere sognanti disegnate dal violoncello di Oliver Coates (19 febbraio), le imprevedibili tessiture elettroacustiche di Nicola Ratti e Kassel Jaeger (9 aprile), la techno robotica e claustrofobica di Beatrice Dillon (29 aprile), fino alla visionaria manipolazione delle fonti sonore di Philip Jeck (20 maggio).
La rassegna prenderà il via sabato 30 gennaio con lo straordinario compositore giapponese Masayoshi Fujita che usa il vibrafono per costruire canzoni che sono come storie affascinanti sussurrate nel cuore di una foresta. Ecco la nostra intervista.

Il vibrafono è uno strumento musicale molto particolare, quando hai iniziato a suonarlo e perchè?
Credo che sia stato circa 12 anni fa. Stavo suonando la batteria in alcune band. Conoscevo e apprezzavo il suono del vibrafono ed ero sempre alla ricerca di un vibrafonista con cui suonare senza però riuscire mai a trovarlo. Un giorno ho visto un vibrafonista di jazz in un concerto. Ho parlato con lui e mi ha detto che dava lezioni private. Così sono andato a lezione da lui. Quando suonavo il vibrafono, suonava in un modo così meraviglioso e affascinante. Nello stesso periodo mi sono reso conto che non ho molto talento alla batteria, inoltre anch’io volevo fare la mia musica e per questo ho cominciato a suonare strumenti diversi dalla batteria. Alla fine ho deciso di cambiare strumento e di mettermi a suonare il vibrafono.

Sei nato in Giappone ma poi ti sei trasferito a Berlino, come mia questa scelta?
Mi sono trasferito a Berlino nel 2006, principalmente per la mia musica. Stavo creando musica più elettronica e molti dei miei musicisti ed artisti preferiti abitavano a Berlino. Inoltre ho sentito che se vivi a Berlino è più economico di altre grandi città e per questo molti musicisti e artisti si trasferivano lì. Era troppo eccitante per me!

Ascoltando il tuo ultimo disco mi è sembrato che la musica avesse una connessione con i suoni della natura, ho ragione?
La maggior parte della mia musica ha un'immagine o una storia dietro, e il più delle volte è legata alla natura o a paesaggi naturali, come foreste, montagne, laghi, nebbia, stelle, uccelli e animali. A dire il vero in realtà non ho ascoltato i rumori della natura  mentre componevo. Forse è perché sto ascoltand il suono del vibrafono. Una bella armonia o una melodia creano immagini nella mia mente. E suonandole più e più volte, l'immagine o la storia crescono. A volte le immagini o i paesaggi portano ulteriori melodie o armonie. Quindi, sì, la mia musica è molto connessa con la natura.

Tutte le tue canzoni sono un modo per raccontare delle storie?
Raccontare la mia storia non è l'obiettivo. Cerco di non parlare troppo di me stesso. La mia intenzione principale è quella di evocare immagini che già esistono in chi ascolta. Dico solo un po' della storia di ogni canzone solo per dare una direzione o un'immagine grezza. Cerco di far scaturire le immagini dalla mente dell’ascoltatore.

C'è un musicista o un gruppo che ti ispirato nella tua carriera di musicista e compositore?
È sempre difficile raccontare le influenze musicali che ho avuto, diciamo che la Jon Spencer Blues Explosion e i Portishead hanno cambiato molto la direzione della mia musica. Prima mi piaceva la musica rock e per niente i suoni elettronici o la musica basata sui campionamenti. Ma queste due band hanno avuto un grande impatto su di me e mi hanno portato nel mondo dell’hip hop e del break beats. Grazie a loro ho iniziato ad ascoltare moltissima musica elettronica. Parlando in modo più specifico della mia musica non saprei davvero indicare il nome di un musicista o di un compositore che mi abbia influenzato. Da un lato penso che sono stato influenzato da tutti i musicisti che mi piacevano e d'altra parte sento che non sono stato influenzato da nessuno di loro.

Biglietti:
Posto numerato € 15,00
Posto numerato in prevendita € 10,00 + dp nei punti vendita Box Office e online su www.boxol.it
Info: www.musicusconcentus.com - tel. 055 287347

27/01/2016