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In 250 vigileranno sui diritti dei bambini in ospedale

Nasce la Guida di autovalutazione realizzata con il contributo di 250 operatori delle 14 Aziende Sanitarie della Toscana

Dalle parole ai fatti. Le parole sono quelle che danno corpo agli articoli che compongono la Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale (DBH). I fatti sono la traduzione concreta di queste parole nelle Pediatrie della Toscana. Un passo avanti importante e sostanziale a favore dei bambini, che è stato reso possibile dall’impegno di circa 250 operatori di tutte le Aziende Sanitarie della regione, autori della prima Guida di autovalutazione che permette agli operatori di “mappare” il proprio contesto ospedaliero, verificando sei i diritti del bambino in Ospedale vengono rispettati.

Uno strumento “costruito” con il contributo collettivo di tutti i partecipanti del percorso di formazione e azione, durato un anno e giunto ora al termine con la presentazione del documento finale. Per impegno, vastità e coinvolgimento questa è una iniziativa che punta alla reale applicazione dei Diritti del Bambino in Ospedale, con un Progetto che non viene calato dall’alto ma nasce e si sviluppa con l’impegno degli operatori (ostetriche, infermieri, pediatri, psicologi, insegnanti, assistenti sociali, volontari, responsabili degli uffici Urp e della formazione..) delle tre Aree Vaste del Sistema Sanitario Toscano.

La Guida di autovalutazione è stata presentata oggi durante il convegno, in corso all’Istituto degli Innocenti, sul tema “I Diritti del Bambino in Ospedale”, a cui hanno partecipato tutti i protagonisti di questo lavoro innovativo e unico nel suo genere in Italia, tra cui l’Assessore per il Diritto alla Salute della Regione Toscana, Daniela Scaramuccia.
In questa occasione, presso l’Istituto degli Innocenti che ha patrocinato il percorso, sono stati presentati anche i dati emersi nelle Pediatrie delle 14 Aziende Sanitarie toscane che hanno sperimentalmente utilizzato la Guida di autovalutazione.
 “Ritengo importante l’uscita della Guida di autovalutazione – dice Tommaso Langiano. Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze -, nata proprio grazie al lavoro svolto dagli operatori delle Pediatrie toscane durante il percorso formativo DBH con la convinzione che il suo utilizzo contribuisca a individuare le lacune nella nostra realtà regionale e di conseguenza, anche a colmarle”
 “L’Istituto degli Innocenti – dichiara Sandra Maggi,  Presidente dell’Istituto degli Innocenti – sostiene da sei secoli i diritti dell’infanzia ed è da sempre impegnato a diffondere una sensibilità e una cultura che renda attuati questi diritti. Oggi accogliamo con soddisfazione questa giornata che segna un’ ulteriore crescita di attenzione della pediatria toscana verso  i bambini in ospedale  e i
loro bisogni”.

L’iniziativa rientra nel  "Percorso di formazione/azione finalizzato allo sviluppo di un sistema di promozione e valutazione del rispetto dei Diritti del Bambino in Ospedale (DBH)", che nasce su iniziativa e in collaborazione con il gruppo di lavoro regionale HPH Bambini costituito per monitorare e incentivare iniziative di promozione della salute  per bambini e adolescenti in ambito ospedaliero.
La Carta così poco sconosciuta. Come risulta da un’indagine conoscitiva di livello internazionale condotta in oltre 100 ospedali e dipartimenti pediatrici all’interno della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo 50 su 114 fra gli ospedali interpellati, hanno dichiarato di adottare ufficialmente una Carta dei Diritti del Bambino, mentre solo 21 ospedali utilizzano strumenti di verifica del rispetto di questi diritti. La realtà Toscana riflette questo scenario internazionale, dominato dalla disomogeneità nella conoscenza, nell’applicazione della Carta per i Diritti del Bambino in Ospedale e dei rispettivi strumenti di verifica. Consapevoli di questa carenza, ha preso avvio il progetto di impatto regionale che ha individuato un percorso di formazione/azione rivolto ai professionisti delle Aziende Sanitarie Toscane, coinvolgendo operatori delle Unità Operative di Pediatria e dei Dipartimenti Materno/Infantili con vari profili professionali e a tutti i soggetti presenti nelle Aziende interessati al tema). Obiettivo: sviluppare un sistema di promozione e valutazione del rispetto dei diritti del bambino in ospedale.

Il progetto toscano. Il progetto è stato accolto da Regione Toscana che ha recepito questo bisogno formativo (Delibera Regionale n.643 del 4 agosto 2008), dando così avvio al percorso, della durata di un anno. Tra gli obiettivi principali del percorso, la produzione, alla fine del processo, in modo condiviso con l’intera rete di operatori che hanno preso parte al progetto, un documento sui diritti del bambino in ospedale che divenga parte del Piano Socio Sanitario, nonché l’elaborazione di un semplice sistema di valutazione per la verifica dell’applicazione dei diritti. Un lavoro che affonda le radici nel confronto e nella valorizzazione che gli operatori hanno fatto delle proprie esperienze, arricchendo le competenze personali anche in materia di  Diritti del Bambino in Ospedale (DBH).

Un anno di lavoro condiviso dalla rete di operatori. Inizia il 16 ottobre del 2009 il viaggio che ha coinvolto gli oltre 250 operatori del Sistema Sanitario Toscano con tre moduli didattici (uno per ogni Area Vasta), durante i quali i professionisti coinvolti non solo sono stati formati sul tema Diritti del Bambino in Ospedale (DBH), ma, soprattutto, sono stati stimolati ad individuare le criticità, formulando proposte per un approccio sinergico al tema. E’ stato così prodotto un documento capace di colmare queste lacune con un sistema di verifica davvero rispondente alle realtà che ogni operatore conosce e vive nel proprio ambito. “Interessante notare quanto messo in luce dai risultati dei questionari di gradimento somministrati ai partecipanti del corso”- spiegano gli organizzatori -. Gli operatori infatti sottolineano carenze su vari temi, ovvero “nell’informazione/formazione sugli “abusi e maltrattamenti sui minori”; nella qualità della comunicazione tra gli operatori nel proprio contesto lavorativo; nella formazione interdisciplinare sui temi riguardanti il rispetto dei diritti del bambino in ospedale (approccio giuridico; bioetico; psicologico) e nella disponibilità di supporto psicologico per gli operatori per affrontare situazioni di disagio e evitare burn-out”.

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