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In concerto al Glue i The Winstons: il power trio tra prog e psichedelia

Sabato 16 gennaio va in scena a Firenze il nuovo progetto di Enrico Gabrielli. Sul palco in apertura di serata anche i Sex Pizzul

The Winstons

Arriva sabato 16 gennaio in concerto al Glue Alternative Concept Space di Firenze il power trio dei The Winstons, formato da Enrico Gabrielli (Enro Winstons), Roberto Dell’Era (Rob Winstons) e Lino Gitto (Linnon Winstons).

Archiviato il progetto dell’Unità di Produzione Musicale in cui in uno spazio industriale trasformava i musicisti in operai Gabrielli è già ripartito alla carica con un disco che unisce rock, progressive e psichedelia. Il tour iniziato i primi giorni di gennaio ha già fatto registrare il sold out. Ecco la nostra intervista.

Ciao Enrico! Com’è nata l’idea di formare i The Winstons?
L’idea è nata così, sono andato in Giappone. Ero a Tokyo con mia moglie e abbiamo fatto un salto nel quartiere Koenji che è un’area più artistica, bohémien, senza uffici, solo case basse, caffè, librerie. In questi vicoletti c’era musica diffusa tramite altoparlanti, ma era strano perchè trasmettevano “Tarkus” un disco storico di progressive, un tipo di musica molto connotata e in quel contesto creava uno strano cortocircuito. Quindi una volta tornato in Italia, ho chiamato i miei due amici storici Linnon e Rob e gli ho proposto di formare un gruppo psichedelico-progressive. Io ho portato un paio di brani, Linnon ha portato un sacco di roba, la parte più Wyattiana del disco e Rob ha portato singoloni super soul. Abbiamo messo insieme tre identità ed è nato questo disco in inglese e giapponese.

Ho letto che ha collaborato anche l’artista giapponese Gun Kawamura
E’ quello che ha fatto la copertina del disco, è un lavoro che ha fatto per una sua mostra personale di inizio anni 2000. Io l’avevo consociuto per altri motivi, gli ho chiesto i due testi giapponesi che sono su disco. Le sue immagini ci piacevano molto e ne abbiamo scelta una per la copertina.

Come mai avete deciso di chiamarvi proprio The Winstons?
Non sapevamo proprio come chiamarci, The Winstons ci sembrava molto adatto per un gruppo beat anni ’60 che è il mondo a cui ci riferiamo noi. In più tutti e tre fumiamo le stesse sigarette, che sono sigarette storiche per chi conosce un certo periodo di storia della musica. Sono citate da Peter Gabriel in The Lamb Lies Down on Broadway e anche da Zappa in un disco molto importante. Noi ci siamo soprannominati così anche per toglierci un po’ di dosso la pesantezza delle nostre provenienze.

Siete in tour da pochissimo, come va?
Il tour sta andando straordinariamente bene, senza nessuna aspettativa. Siamo molto sorpresi, c’è troppa gente (ride). Abbiamo fatto 5 date davanti a un ottimo numero di persone, è stata una prova emotiva forte. I concerti sono andati tutti sold out, la gente è molto curiosa e e interessata al disco. Siamo riusciti a costruire un tour senza che sia ancora uscito niente, senza usare i nostri nomi. Evidentemente è un progetto nato sotto una buona stella.

Una strategia all’incontrario potremmo dire?
Più che altro una non-strategia. Poi ovviamente avrà contato anche il fatto che l’etichetta con cui facciamo uscire il disco è la storica AMS Records di Matthias Scheller che produce e ristampa molti gruppi progressive storici italiani. A loro è piaciuto molto quello che abbiamo fatto.

Non posso non chiederti come avete reagito alla notizia della scomparsa di Bowie
E’ stata una serata molto strana perchè eravamo a suonare a Loreto. Siamo andati di notte in giro e c’era l’esercito che ci seguiva perchè non c’era anima viva in giro. Il legame con Bowie è molto forte per questo gruppo, soprattutto il Bowie degli esordi. Dopo la morte di Daevid Allen l’anno scorso che era un po’ nostro “zio”, con cui avevamo un legame d’affetto enorme, è come se adesso fosse morto nostro “padre”. E’ stata una delle più grandi uscite di scena della popular music di sempre. Un artista che ha progettato un percorso narrativo e treatrale di sè mai visto prima. E’ un esempio di come andare avanti senza decadere, spesso quando raggiungi il successo combini delle schifezze e lui non ha mai fatto niente di simile.

In apertura di serata prima dei The Winstons saliranno sul palco i folli Sex Pizzul ossia l’unione (im)possibile di calcio e musica, nati dall’unione di tre amici: Simone Vassallo alla batteria, Wassilij Kropotkin al sintetizzatore ed Irene Bavecchi al basso. Echi di afro–beat, disco, punk e math rock, che mischiano anarchia, gioco di squadra, groove e headbanging. Alle pareti del Glue in occasione del doppio concerto naugura la mostra “Crowd Beauty” del collettivo di fotografi del Crowd Studio di Sesto Fiorentino, un viaggio nell’universo femminile.

Tour:
17/1 Cinema Lumiere, Pisa
22/1 Angelo Mai, Roma
23/1 Retronuveau, Messina
24/1 Teatro Coppola, Catania
25/1 Bolazzi, Palermo
27/1 Godot Art Bistrot, Avellino
28/1 Morgana, Benevento
29/1 Camera a Sud, Bitonto
30/1 Supersonic, Foligno

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