Itinerari e visite guidate per riscoprire la Firenze dei collezionisti

In occasione della Biennale Internazionale dell'Antiquariato Elena Franzoia e Andrea Malcontenti vi guideranno alla riscoperta dei musei meno noti di Firenze

Chi l’ha detto che Firenze è solo Uffizi, Accademia e Boboli? Forse non tutti si ricordano che nel capoluogo toscano c’è anche un interessante nucleo di musei, estranei al circuito turistico di massa, nati dalle donazioni di privati collezionisti che hanno voluto condividere con l’intera collettività, soprattutto tra Otto e Novecento, le loro collezioni e residenze. Per riscoprire la storia dei grandi antiquari e collezionisti che le hanno formate, viene proposto - nell’ambito della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze - un calendario di visite guidate. Il progetto è stato strutturato da Elena Franzoia e Andrea Malcontenti, guide con formazione specialistica nell’ambito dell’arte e dell’architettura.

Ecco l’elenco dei musei interessati dal progetto:

Il Museo Stefano Bardini conserva allestimento e collezioni originali del “principe degli antiquari”, che contribuì allo studio del centro storico fiorentino all’epoca degli sventramenti ottocenteschi e realizzò famosi pastiches. Bardini ci ha lasciato opere, tra gli altri, di Donatello, Luca Giordano, Tiepolo, Giambologna, Guercino, Tino di Camaino, Arnolfo di Cambio, in una collezione cui appartengono anche elementi di arredo e architettura come l’importante collezione di corami e tappeti orientali e i magnifici soffitti lignei rinascimentali. Il museo ospita attualmente anche l’originale in bronzo della Fontana del Porcellino del Tacca.

Storico dell’arte, antiquario e collezionista, l’architetto inglese Herbert Percy Horne nel 1911 acquista Palazzo Corsi per ricreare atmosfera e ambienti di una residenza rinascimentale, in cui valorizzare la propria collezione di seimila opere, tra cui Giotto, Simone Martini, Filippino Lippi, Giambologna, oltre a pregiati arredi dal Duecento al Seicento. Nasce così il Museo Fondazione Horne a cui si devono la riscoperta e il rilancio internazionale di Botticelli.  

Il Museo di Palazzo Davanzati è stato creato nel 1904 dall’antiquario di origine ebraica Elia Volpi, grande antagonista di Bardini. Il museo è conosciuto anche come Museo dell’Antica Casa Fiorentina. Sul palinsesto architettonico dell’antico palazzo dei Davizzi, Volpi ha voluto ricostruire una tipica dimora signorile della Firenze trecentesca, con grande profusione di pittura a secco e una notevole collezione incentrata soprattutto su arredi e oggetti di uso. 

L’antiquario e collezionista campano Salvatore Romano dona nel 1946 al Comune di Firenze una settantina di prestigiose sculture della propria collezione come omaggio alla sua città di adozione. Allestito dallo stesso donatore, il luogo prescelto è il prestigioso Cenacolo di Santo Spirito, antica chiesa agostiniana di metà ‘200 dal magnifico affresco trecentesco di Andrea Orcagna. Il nucleo collezionistico della Fondazione Salvatore Romano è medievale e primo rinascimentale, con opere di Tino di Camaino, Donatello, Jacopo della Quercia.

Il collezionista anglo-fiorentino Frederick Stibbert (1838-1906), discendente da una famiglia di ufficiali e collezionisti inglesi, dedica l’intera vita all’eclettica casa museo sulla collina di Montughi. Con oltre 36mila pezzi, la collezione aperta al pubblica nel 1908 si incentra principalmente su armi e armature, affiancate da costumi, quadreria, arazzi, oggetti di arredo e di arte applicata. Sono state appena riaperte al pubblico le sale giapponesi, che conservano la più importante raccolta mondiale di armi antiche nipponiche al di fuori del Giappone.

Il Museo Casa Rodolfo Siviero racconta la storia di Rodolfo Siviero (19111983), agente segreto dal 1934, che diventa a ridosso della Liberazione lo 007 dell’arte, recuperando gran parte delle opere trafugate in Italia dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Appassionato collezionista, dona allo Stato la sua casa e la sua collezione, che comprende un'ampia raccolta di opere antiche (dall’archeologia al Seicento) affiancata da un importante nucleo contemporaneo che vanta opere di De Chirico, Manzù, Soffici, Annigoni. In particolare i numerosi De Chirico dimostrano l’amicizia tra artista e collezionista cementata durante la frequentazione con i colti coniugi ebrei Giorgio e Matilde Castelfranco, cui la casa apparteneva, perseguitati dalle leggi razziali.

Per comprendere meglio l’ambito storico, culturale e sociale in cui i grandi collezionisti e antiquari ottocenteschi si trovarono a operare, oltre alle visite ai musei saranno proposti anche alcuni itinerari tematici dedicati alla Firenze dell’epoca. “Tramonti ottocenteschi” è una passeggiata verso il nuovo belvedere fiorentino. Nella Firenze di fine 800 lo spazio urbano si evolve e si aggiorna. Il tempo libero, la vacanza, il fine settimana, nuovi diritti imprescindibili degli italiani, plasmano la morfologia degli spazi cittadini: nascono piazze, giardini, viali; aree create appositamente per lo svolgimento delle attività ricreative della borghesia fin de siecle. Tra i tanti interventi, il più riuscito fu sicuramente la grande passeggiata sui colli meridionali di Firenze, coronata dalla presenza di una grande terrazza-belvedere affacciata sulla valle dell’Arno. Una nuova veduta per una nuova civiltà.  “Eclettismi fin de siècle oltre le mura” racconta la storia di Firenze alla conquista dell’Europa. Nei nuovi spazi guadagnati con l’abbattimento delle mura, la ricerca di uno stile identitario per la neonata capitale d’Italia si scontra con i pastiches e gli eclettismi d’oltralpe sbandierati dal nuovo ceto dirigente. Lo stile “italiano” di Giuseppe Poggi, artefice delle nuove grandi piazze, incornicia con grazia gli stravaganti esotismi dei nuovi fiorentini, dischiudendo un intero mondo di spazi verdi e nuove tendenze. Da Piazza Savonarola al Giardino dell’Orticultura, alla scoperta di un’altra città. 

Calendario:
21 settembre, giovedì Palazzo Davanzati (ore 10:30) + itinerario 1 (ore 18:00) 22 settembre, venerdì Museo Stefano Bardini (10:30 + 15:30) 23 settembre, sabato Casa Siviero (10:30 + 15:30) 24 settembre, domenica itinerario 2 (ore 10:30) + Fondazione Romano (ore 15:30)  25 settembre, lunedì Museo Horne (ore 10:30) + itinerario 1 (ore 18:00) 26 settembre, martedì Museo Stibbert (ore 10:30) + itinerario 2 (ore 17:00) 27 settembre, mercoledì Palazzo Davanzati (ore 10:30) + itinerario 1 (ore 18:00) 28 settembre, giovedì Museo Horne (ore 10:30) + itinerario 2 (ore 17:00) 29 settembre, venerdì Museo Stibbert (ore 10:30 + 15:30)  30 settembre, sabato Fondazione Romano (ore 10:30) + Casa Siviero (15:30) 1 ottobre, domenica Fondazione Romano (ore 10:30) + Museo Bardini (ore 15:30) 

Costi: musei 15 euro per persona biglietto incluso Itinerari: 10 euro a persona   

Informazioni e prenotazioni:
raccontare.firenze@gmail.com
Elena Franzoia (+39) 3395943274
Andrea Malcontenti (+39) 3385364804   
www.biaf.it

19/09/2017